don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 12 Luglio 2020

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Siamo arrivati a leggere il capitolo 13 del Vangelo secondo Matteo che contiene il discorso delle parabole esi pone come rivelazione dell’opera di Dio, sorgente di speranza, nonostante le difficoltà. Cristo stesso è la Parola di Dio, paragonata al seme che muore per produrre frutto: a coloro che accolgono il suo mistero è donato il Regno di Dio.

I discepoli devono quindi essere fiduciosi, sempre! La “parabola dei diversi terreni” mostra infatti come l’unica azione del seminatore abbia esiti ben diversi a seconda del terreno che riceve il seme, e l’impianto drammatico della parabola poggia appunto sul contrasto tra il fallimento e il successo. In ogni attività parte del lavoro e della fatica vanno sprecati, ma nonostante tutto la semina produce un buon raccolto: l’elemento finale è quello determinante.

Così Gesu chiarisce lo sviluppo della sua missione, segnata da rifiuto e da adesione, ma soprattutto conferma i discepoli sulla certezza del successo finale. Se i quattro terreni diventano allegorie di atteggiamenti personali (quali superficialità e incostanza) nei confronti del seme che è la Parola di Dio, la serie dei verbi usati caratterizza lo stile buono della vita cristiana: ascoltare, accogliere con gioia, comprendere, produrre frutto.

Con un detto paradossale inoltre si afferma che verrà dato altro dono a chi accoglie e usa bene la grazia di Gesù Cristo; ma chi non accoglie il dono fatto e non lo usa è come se non l’avesse ricevuto e alla fine gli verrà tolto.

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AUTORE: don Claudio Doglio
FONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TV
CANALE YOUTUBE:
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