don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 11 Ottobre 2020

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Ancora una volta è al centro dell’attenzione il dramma di una parte di Israele che ha rifiutato l’invito al banchetto messianico, permettendo così a tutti gli altri popoli di entrare nella sala delle nozze.

Questa è la terza parabola di rifiuto e sembra alludere alle vicende degli apostoli nel tempo dopo Cristo, giacché narra come quelli mandati a invitare alle nozze siano stati disprezzati, bastonati e uccisi. Quello che capitò a Giovanni Battista e a Gesù stesso, capiterà anche ai suoi discepoli. Matteo ha riscritto questa parabola facendola diventare un’allegoria, ovvero un breve schizzo di storia della salvezza, che culmina con P apertura della Chiesa apostolica a tutte le genti.

Il particolare finale però è un ammonimento anche per i cristiani, molti dei quali ritengono sufficiente l’adesione iniziale al Cristo senza altre implicanze per la vita quotidiana: ne è inevitabile conseguenza una valutazione magica dei riti sacramentali e un pericoloso lassismo morale. Per educare questa gente Matteo insiste sul simbolo della veste nuziale, per richiamare l’impegno concreto di una vita fraterna e ricorda con fermezza la necessità di coerenza tra fede e vita.

Così questa terza parabola del rifiuto diventa un ammonimento per il nuovo popolo a cui è affidata la vigna da far fruttificare: dentro la Chiesa ci sono buoni e cattivi, e il semplice fatto di esser dentro non è garanzia di salvezza, perché dalla sala del banchetto un cristiano incoerente può essere buttato fuori nelle tenebre.

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AUTORE: don Claudio Doglio
FONTE: Messalino “Amen” e Canale YouTube Teleradiopace TV
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