don Alessandro Dehò – Poesia al Vangelo del 10 Maggio 2020

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Per questo vivere continuo

“Non sia turbato il vostro cuore
continuate a credere in Dio e a credere in me”

 

Eppure anche tu,

per esperienza di vero uomo

sai

che la grandezza di un cuore

si misura

nella vastità dei suoi turbamenti.

 

E che difficile,

non è credere,

salpare,

come nave,

il mare aperto è più affascinante di qualsiasi porto,

no,

neppure amare è difficile, lo sai.

 

Amiamo,

questo tramonto,

il profumo della terra interrogata dai semi,

lo sguardo candido del cane,

e il silenzio,

come fai a non credere a

questa forza

che ingravida ogni cosa?

Difficile non è credere,

difficile è continuare,

quello sì: continuare.

 

Ad amare nasciamo

abilitati

ma chi osa proseguire?

Il valore della pena

non vale

il nostro spremerci

e interrogarci

correndo dentro a un tempo

che sa solo ripetersi,

senza attenderci.

 

Come fare a continuare

quando niente di ciò che amiamo sopravvive?

 

Io,

se vuoi,

se me lo concedi,

ti prego

di accontentarti.

 

Io quello che posso

sperare

è di averti intuito:

Te: visibile

Dio: invisibile.

Solo questa sostituzione

chiedo

a concessione

del mio smarrimento.

 

Io ti giuro che

nel visibile credo

in questo tavolo, sgabello, legno, pietra

in questo cielo, nuvola, formica e montagna.

Ho fede cieca

e totale,

fede continua

feroce

affamata

innamorata

per tutto ciò che canta

e colora e occupa,

non per sempre,

uno spazio.

 

E poi,

lo sai,

a me non basta mai

ciò che non vedo.

 

A te,

se vuoi,

di chiamarla fede,

se credi.

 

Io so che amo

e non mi basta.
Per questo scongiuro

l’invisibile

dalle cose,

viandante bisognoso di storie,

trafitto da nostalgie,

incapace di credere

che questo

sia

Tutto.

 

Chiedo alla Strada

e alle Verità dei volti

per questo,

Vivere,

continuo.


AUTORE: don Alessandro Dehò
FONTE: Sito personale
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