don Alessandro Dehò – Commento al Vangelo del 28 Marzo 2021

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Solo appunti disordinati

Domenica delle Palme anno B 2021

Come camminare poggiando i piedi sulla melma odorosa della menzogna,

qualcuno vuole ammazzare Gesù,

qualcuno usa ancora i poveri per difendere un pensiero che finge di essere credente e invece è solo triste.

Fino a quando saremo salvati dal profumo di nardo?

Intanto Giuda non smette di consegnare

ma non per denaro

forse per obbedienza,

forse per disperazione,

forse per amore,

forse. Giuda si consegna all’ambiguità

il cuore d’uomo rimane oscuro.

E così sarà per sempre.

Poi sono vicoli e codici

misterioso il gioco nascosto

dell’essere discepolo

stanze già preparate e brocche da seguire

la vita che ci attende sembra un gioco da ragazzi

non fosse per la morte.

“Sono forse io?”

per fortuna sì

anche io, grazieadio

perché solo gli amici possono

tradire e tradirsi.

Penso al tradimento come al sigillo di un legame.

Prendere

benedire

spezzare

Mi sembra di non essere chiamato a far altro.

Come nascere

benedire

morire.

Mi sembra di non dover imparare altro

che l’arte della benedizione.

E non preghiamo

se non nel cuore dello scandalo

olive spremute per l’unzione

del legno.

Non c’è preghiera

se non nella paura e nell’angoscia

Non c’è preghiera

se non in un anima triste fino alla morte.

Non c’è preghiera

se cerco la pacificazione del cuore

sto solo dormendo.

Passerei la vita a seguire il destino

del respiro

che da bacio si

strozza in un nodo

sospeso per sempre

a un rimorso.

Con spade e bastoni

 i denari rifiutati

nella coppa vino sanguigno.

A carte scoperte gioca

solo il Messia.

Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono.

Tutti capito?
Tutti.

Facciamocene una ragione.

Fa’ il profeta,

e Pietro finalmente comprende di non averlo

ancora compreso.

Perché solo la morte è comprensiva,

questo è il dramma dei viventi.

Se solo potessi

vorrei fermare l’istante:

quando anche Pilato fu colpito

da inatteso stupore.

Barabba è un ribelle

sconfitto. Perché liberato.

Uccidere non è rivoluzionario

almeno non quanto l’esser oggetto di invidia.

Come se solo i paramenti giustificassero

l’umiliazione. Una volta spogliato

rimane solo la pena

e per qualche soldato forse anche

la comprensione.

Siamo solo Cirenei

se a sera

scusandoci del ritardo

ci limitiamo a raccontare a Rufo e Alessandro

solo il peso della nostra croce

di quella che noi abbiamo portato.

Crocifisso al legno

per dimostrare che l’amore non funziona,

che era tutta un’illusione. Come

a discolparsi, ridotto  a un alibi

giustificata così è la nostra mediocrità.

Ha ragione il centurione

prima non si può

prima rimane il dubbio

nemmeno noi sappiamo niente

di ciò che siamo

solo la morte svela.

Avrà sentito almeno

gli occhi

di chi da lontano

riusciva a non scappare?

A me per tanto tempo

Giuseppe è bastato,

mi sembrava potesse bastare la fede nel seme.


AUTORE: don Alessandro DehòSITO WEB Leggi altri commenti al Vangelo della domenica

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