don Alessandro Dehò – Commento al Vangelo del 12 Giugno 2022

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Linfa di ogni cosa

Trinità

Molte cose ho ancora da dirvi

Ma tu scusami se mi aggrappo con nostalgia al passato, se mi sembra di aver già vissuto mille vite, se in fondo credo che la felicità vesta gli abiti dell’infanzia.

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Scusami se il cuore si volge troppo al passato, se l’assenza di chi è già stato accarezzato dalla morte ruba troppi spazi al cuore.

Scusami se faccio fatica ad appassionarmi ancora a questo presente che sento sempre più distante e diverso da me.

Scusami se sono stanco di competere, di indignarmi, di fidarmi di promesse troppo umane, se tanti progetti li vedo nascere da subito sotto il segno di transitorie utopie.

Scusami se non credo più a cambiamenti epocali, se sorrido di chi si proclama profeta, se credo che ogni sistema sia radicalmente irriformabile. Non sono triste, per nulla, tu lo sai, solo ho amato così tanto ciò che è stato che a volte credo mi basti per l’eterno. E devo invece sforzarmi di credere, miracolo trinitario, che Tu sei ancora parola per me. Devo forzare la fede per volgere il corpo al futuro. Affido il mio sguardo alle tue mani e se molte cose hai ancora da dirmi, aiutami, se puoi, a credere che tra le molte cose anche il passato sarà ritrovato.

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Ma per il momento non siete capaci di portarne il peso

Che la vita accade e sempre eccede. Per pesantezza di fatica, per pesantezza di stupore, per pesantezza di densità. Per me guardare il passato è stupirmi di tutto questo peso, di come sia comunque riuscito a sopportarne l’eccesso. Di come tu mi abbia aiutato, e in questo non ho dubbi, di come la fede mi abbia trovato impastato alla vita, di come credere non sia stato altro che riconoscere il peso degli eventi e l’avventura di portarsi avanti giorno per giorno. Con cocciutaggine d’amore o anche con sacrificio e senso del dovere, ho fatto quello che potevo, non mia la poetica perfezione dei fuoriclasse.

Se guardo al passato mi accorgo di come ora giudicherei impossibile la mia sopravvivenza, sento la distanza tra le mie forze e ciò che è stato. Forse è questa la fede? Allora mantieni in me, ti prego, il cuore semplice e smarrito di chi sente di essere sempre inadatto alla complessità delle cose, mantieni in me l’umiltà di chi riconosce, senza fatica, che ha bisogno d’aiuto, che senza di te sarebbe già stato completo naufragio.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità

E che io possa ancora trovare il coraggio di attendere l’incontro con la verità. Che qui sfugge sempre, che si fa intravedere ma poi si sposta altrove che la verità è il tuo corpo risorto, svuota sepolcri seduce a nuovi cammini.  

Vi guiderà alla verità tutta intera

E che io impari la passività della fede, ho creduto tu mi chiedessi di guidare una comunità ora capisco che anche quello è stato passaggio prezioso per perdere me stesso, per svuotarmi, per arrivare a chiederti di prendermi per mano. Lo chiedo a te, come fosse una supplica, dove vuoi che vada se tu non ci sei? Guidami tu, affina il mio ascolto, e che si chiami paradiso, eternità, o verità tutta intera a me poco importa, che il resto della mia vita mi trovi rabdomante di tracce che portano a te, questo solo chiedo a te e a me. E sento che è tutto.

Egli mi glorificherà perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

 Arrivare a glorificare la vita, questa la strada per la verità. Questa la fede, questo il cammino, questo il cuore profondo. Glorificare, che è più di trovarne il senso, che è più di viverla la vita, che è più della felicità, che è più della pacificazione. Dare gloria al Signore della vita, dare gloria sempre e comunque, riconoscere che ogni evento, perfino la croce, altro non è che un varco, il taglio inferto alle apparenze, il velo da scostare. Questo ti chiedo, questo mi fa paura, questo e solo questo mi pare degno di essere vissuto: non ascoltare Signore i miei desideri, non esaudire quel che spero, ho già ricevuto molto, ho già ricevuto tutto, ora desidero la verità, la verità tutta intera, quella che si svela solo quando si arriva a glorificare la vita sempre e comunque, per quello che è, perché Tu sei linfa di ogni cosa.


 

AUTORE: don Alessandro DehòSITO WEB Leggi altri commenti al Vangelo della domenica

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