Diocesi di Concordia-Pordenone – Commento al Vangelo di domenica 15 Marzo 2020

10

Commento alla Liturgia della Parola

Il nostro cuore è pieno di desideri e attese: abbiamo una sete che non si può facilmente spegnere. I nostri desideri sono incolmabili. Più spesso cerchiamo di spegnerli con stratagemmi che non ci accontenteranno mai (vangelo) o che non saranno sufficienti quando il cammino si inoltra in zone deserte, nei momenti in cui non ci sono

soddisfazioni (1a lettura). In quei momenti si offusca la speranza e cala la gioia di vivere. Ci riteniamo perduti finché non ci accorgiamo che il Signore è capace di ridarci speranza, proprio a partire dal momento in cui noi siamo più deboli (2a lettura) perché abbiamo bisogno di un’acqua che solo Dio è capace di darci e in modo misterioso: Dio viene a dissetarci quando ci ricordiamo che siamo deboli e smettiamo di cercare di arrangiarci

Don Federico Zanetti

Commento al Vangelo

L’incontro tra Gesù e la Samaritana è straordinario per diversi motivi. Il primo è che si tratta di una donna e il secondo di una samaritana. Non era assolutamente comune che le donne potessero entrare in dialogo con i maestri del loro popolo. Di più, le lotte secolari tra Giudei e Samaritani avevano fatto sì che ci fossero pregiudizi e odi così radicati da rendere impossibile ogni forma di riconciliazione e di pace. Gesù, però, è un missionario che supera confini e barricate e cerca riconciliazione e pace ovunque. Non c’è odio o pregiudizio che lo possa fermare. E, passando, Gesù trasforma le cose. Quando egli incontra le persone, prigioniere dei loro rancori e inganni, le libera e le abilita a diventare portatori del perdono reso possibile e concreto. Così sarà di questa donna che annuncerà Gesù ai suoi connazionali invitandoli a conoscere lui, fonte di pace. Nel tempo di Quaresima, nel quale siamo chiamati a conversione e penitenza, fa bene sapere che Gesù non teme nessun odio o rancore, ma a tutti viene incontro per cercare la pace attraverso il dialogo e l’ascolto.

Il brano del vangelo si concentra in tre momenti: il dialogo al pozzo sul tema della sete; un secondo momento sul luogo dell’adorazione, che era il motivo di controversia tra Giudei e Samaritani; un terzo momento sulla trasformazione della donna che annuncia Gesù e chiama a seguirlo come profeta e salvatore del mondo. Il dialogo con la donna comincia con la domanda di Gesù: “Dammi da bere”. Egli siede presso un pozzo,  molto famoso perché costruito dal patriarca Giacobbe. Gesù è stanco del viaggio e, forse, anche fiaccato dal non trovare accoglienza presso i giudei, cioè i membri del popolo a cui appartiene. Seduto al pozzo, però, Gesù non è così deluso dal non portare avanti la sua opera di dialogo con tutti gli uomini e le donne del suo tempo. È da questa richiesta di Gesù che prende le mosse il confronto sul bisogno di avere un’acqua che disseta veramente togliendo ogni sete. La sete di Gesù è sì la sete di uno che è stanco del viaggio, ma è anche la sete di chi cerca la fede delle persone, affinché, dandogli fiducia, scoprano che Dio davvero ama stare nel cuore ogni uomo. Non è infatti in un luogo specifico che bisogna adorare Dio, ma in ‘spirito e verità’, dice Gesù, cioè nel cuore dell’uomo dove lo spirito e la verità abitano volentieri. La vera sete dell’uomo non è quella del corpo, ma è la sete della verità, perché è solo la verità che rende belle tutte le cose, può soddisfare i nostri desideri più profondi. L’incontro con Gesù per questa donna è stato motivo di gioia grande, perché, pur messa di fronte alla verità della propria vita un po’ fuori dalle righe, ella si è sentita cercata da colui che si è definito Via, Verità e Vita ed è stata abilitata a portare agli altri tale annuncio di salvezza. Incontrare Gesù è lo scopo della vita cristiana. È lui che ci domanda la libera risposta alla sua amicizia; un’amicizia che ci libera da ogni pregiudizio e odio, dandoci la gioia di sentirci figli dello stesso Padre che è nei cieli.

Don Maurizio Girolami

Giovani in cammino con Gesù e i due discepoli di Emmaus

Una fuga triste e depressa. Il crollo delle speranze e il disperato tentativo di tornare alla vita di prima. Queste sono le caratteristiche del cammino dei due in partenza da Gerusalemme. Gesù li raggiunge lì e offre acqua viva per accendere il loro cuore.

Oggi siamo caratterizzati da desideri più grandi di noi, non sempre nostri, a volte imposti dal mercato che ci offre mille modi per ristorare la nostra sete. A pagamento. Prima che i nostri veri desideri vengano annebbiati da questo mare salato, diamo voce all’unico vero desiderio che sta sotto a tutti gli altri, l’unico che, realizzato, può toglierci veramente la sete: amore infinito. Il Signore ce ne parla con Spirito e verità, radicalmente, senza compromessi

Don Federico Zanetti

Coppie e famiglie, come i discepoli di Emmaus, in cammino con Gesù

Può capitare, come ai discepoli di Emmaus, di sentirci delusi, dal coniuge, dai figli, dalle persone in cui avevamo riposto tante speranze e aspettative. Gesù, con tenerezza ma anche con fermezza, ci aiuta ad avere il Suo stesso sguardo sulle persone che amiamo. Uno sguardo che tiene conto delle fragilità, dei bisogni profondi, delle debolezze che l’intrinseca natura umana porta con sé. Gesù ci invita a superare le nostre illusioni e le nostre tristezze con il realismo della misericordia.

Daniela e Marco Baratella


Testi liberamente tratti dal sussidio della Diocesi di Concordia-Pordenone