Dave Hach – Commento al Vangelo del 8 Marzo 2020

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«È discesa la vita per essere uccisa, è disceso il pane per sentire la fame, è discesa la via, perché sentisse la stanchezza nel cammino, è discesa la sorgente per aver sete… Devi avere la carità, predicare la verità; allora giungerai all’eternità, ove troverai la tranquillità». (Sant’Agostino; Discorso 78)

Il monte, come il deserto, è un luogo di riflessione, di penitenza, di raccoglimento, di ascolto profondo. Sono momenti che richiedono la virtù dell’umiltà, la prontezza ad accogliere, la ricerca del silenzio interiore. In queste circostanze, Gesù non ci chiede l’isolamento, ma la disposizione all’incontro con i nostri dubbi, con le nostre paure, con le nostre aspirazioni e speranze, nutriti di quel particolare linguaggio che è la sapienza del cuore, la quale ci aiuta a contemplare, a decifrare il mistero della nostra vita, a dare senso alla nostra esistenza.
La Vita di Gesù vuole, quindi, penetrare la nostra intelligenza, la nostra sensibilità, la nostra volontà, la nostra azione, il nostro cuore per mezzo del dono della fede, della speranza, della carità; cosicché noi che vogliamo amare senza limiti, potremo amare con il cuore di Dio.

L’esperienza della Trasfigurazione ci porta di fronte alla Shekinah, la Dimora di Dio, che mentre diffondere luce fa ombra, mentre ci fa udire la Voce, rivela l’indicibile, il mistero che ci conduce al Figlio per indicarci la via della Vita, la purezza, l’innocenza, il Volto che brilla come il sole accecante: chi lo incontra, chi fa esperienza di lui deve distogliere lo sguardo, cioè riconoscere il proprio limite, la propria radicale insufficienza dinanzi alla sua magnificenza, deve poter vivere pienamente senza rifiutare la Luce divina, deve cercare di farsi riflesso del Suo bagliore.

La Trasfigurazione è memoriale del Battesimo e oracolo della Croce, è una grande rivelazione che Gesù fa del mistero che si cela sotto la sua realtà di Uomo: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». Ascoltare Gesù significa dare senso alla mia vita! Dare senso significa trovare un orientamento, un chiarimento, una prospettiva d’impegno; significa avere fede, dare credito, fidarsi di Dio.

Quello che ci fa credenti è l’impegno umile di accettare ciò che Dio dice, in quanto nella fede vi è la necessità di accettare il mistero prima di comprendere. Perciò, le verità della fede si capiscono a poco a poco, attraverso l’umiltà dell’accettazione; anzi, diventano tanto più luminose e rivelano tutto il loro segreto quanto più ci immergiamo nella Vita di Gesù; Lui che è Grazia e Verità.

Solo allora, la Vita di Gesù penetra la mia intelligenza attraverso il dono della fede, cosicché potrò conoscere il mio mistero e il mistero del mondo così come conosce Dio. La Vita di Gesù penetra la mia sensibilità, la mia volontà e il mio cuore per mezzo del dono della carità; così io che voglio amare senza limiti, potrò amare con il cuore di Dio. La Vita di Gesù penetra la mia azione e tutti i miei desideri attraverso il dono della speranza, al fine di poter avere la certezza della mia riuscita, della riuscita eterna.

Attraverso questi doni, attraverso questa forza, attraverso questa sicurezza che mi deriva dall’essere innestato in Gesù, i miei dubbi svaniranno, la mia insicurezza si stempererà nella fiducia, e come è stato per gli apostoli anche la mia faccia cade a terra in adorazione, confessione silenziosa del Kýrios, di Gesù, il quale mi tocca con un gesto di confidenza e di amore, quasi a risuscitarmi, e mi invita ad assumere un atteggiamento escatologico, stando in piedi, mettendo da parte ogni timore e paura: «Alzatevi e non temete».

Fonte: Facebook


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