Dave Hach – Commento al Vangelo del 30 Maggio 2021

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La Trinità è l’espressione suprema del Dio cristiano. Ed è di Dio Uni-Trino e della fede, che oggi vogliamo parlare, consapevoli di riuscire solo a raccontare qualche parola come accade tutte le volte che ci si appressa al mistero, alla Sua luce e al Suo infinito.

Il tema di oggi, tuttavia, rimane per tanti cristiani un argomento astratto e gratuito di Dio. Però, nella realtà questa affermazione fonda la nostra certezza di essere invitati a entrare in una incessante osmosi di amore. L’essere del Dio unico è una vita di relazione, e noi, creati a Sua immagine, troviamo il senso della nostra vita in una simile osmosi, nella nostra comunione divina, perché un giorno ci sarà dato di parteciparvi in piena luce, ma già da ora veniamo da essa illuminati.

Il cristiano, dunque, è colui che dovrebbe avere la sensibilità di recepire questa grande realtà di Dio Uno e Trino, come realtà d’amore che dona e riceve in un interscambio ininterrotto. Se l’amore è autentico, esso tende a effondersi, creando un effetto a cascata, come nella Trinità dove l’amore del Padre si dona al Figlio e, attraverso lo Spirito d’amore, s’irradia nell’umanità: solo l’amore li può trasfigurare in donazione e gioia comune, tenendo presente, che l’amore puro è e rimane un’immagine dell’amore perfetto e originario della Trinità stessa.
A volte ci si può domandare: ma quanti credenti si chiedono l’importanza di amare sinceramente?

Di certo, sappiamo che l’amore umano vero è una grazia da invocare, un dono divino da implorare. Quando si ama, si vive, si cammina insieme, e nonostante le vie impervie di ogni giorno i partners non smettono mai di donarsi sicurezza in maniera reciproca, anche quando, in successione, i loro occhi sono offuscati. In realtà, ciò che conta non è la vista corporea ma è la vista del cuore, è il sostenersi vicendevolmente lungo tutta la traversata della vita, lungo tutto lo «stretto marciapiede della terra».

Pertanto, la risposta che ci viene data è di amare sinceramente imitando l’amore trinitario, affinché si possa conoscere l’intimità del Dio unico, scoprendo che Lui è comunione di luce e di amore, vita donata e ricevuta in un eterno dialogo tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo: «Amante, Amato e Amore», amava ribadire sant’Agostino nei suoi discorsi patristici.

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