Dave Hach – Commento al Vangelo del 3 Gennaio 2021

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«Cristo per questo è nella carne: perché bisognava che questa nostra carne fosse santificata; debole fosse fortificata; lontana da Dio fosse riconciliata con lui; caduta dal paradiso, fosse fatta risalire al cielo». (San Basilio di Cesarea)

Le due parole essenziali e traboccanti di significato che ci vengono incontro oggi, sono: Luce e Verità, in quanto esse sono dono che ci investe per guidarci a conoscere effettivamente “chi siamo”.
Quindi, il domandarci “chi siamo”, risulta un interrogativo alquanto semplice e terribilmente enigmatico: ci si potrebbe appellare all’argomento dell’identità di ognuno, sul quale si affaticano non poche branche della scienza umana.
Dio, oggi, ci dichiara che abbiamo ragione ad essere tanto incerti, perché noi non possediamo la risposta a questo interrogativo decisivo: solo Lui la possiede perché è il nostro Creatore, e certamente conosce il progetto secondo il quale ci ha fatti.

Dio sa, dunque, non solo “chi siamo”, ma anche per “chi siamo”, e in questo sta il segreto della nostra compiutezza e della nostra felicità.
Il tentativo umano di rispondere all’interrogativo, cela molti pericoli: quello di cadere nell’immodestia di sapere, mentre non sappiamo, e quello di sdrucciolare nell’abisso della costernazione, per la nostra incapacità di comprendere, di dare una risposta soddisfacente.
Soltanto il Verbo può dirci chi siamo veramente, perché Egli è Verità e Luce, e solo per suo dono e per sua illuminazione noi attingiamo la conoscenza piena di noi stessi, ridando voce alla nostra scelta per Lui, perché solo questa permetterà al Verbo di piantare la sua tenda, di mettere radici nel profondo di noi stessi.

Pertanto, il nostro destino non è più solo la vita di questo mondo, stretta tra la nascita e la morte, ma è preso dentro il Figlio di Dio, per cui siamo eredi, con Gesù, di una gloria che non finirà mai e che supera di molto tutte le nostre speranze. Dovremmo ricordarlo sempre, e ogni tanto guardarci nello specchio della nostra coscienza, quello in cui vediamo il nostro essere più profondo, per rispondere a noi stessi che siamo dei benedetti da Dio.

«In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo»: questa è la nostra benedizione perenne e indefettibile; prima che il mondo fosse eravamo già scelti nella mente di Dio. Dinanzi a questa realtà scompaiono tutte le altre questioni della nostra identità e di affermazione di noi stessi che andiamo cercando con tanto affanno e inquietudine.

Siamo, quindi, figli pensati da un cuore di Padre, amati come un figlio che ancora non c’è, ma è atteso e amato prima ancora che venga alla vita: soltanto l’Amore è capace di queste straordinarie scelte e previsioni. Siamo stati scelti prima che il mondo fosse «per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità».

Non siamo abituati a pensarci così; siamo tentati di pensare che questo sia il destino dei santi, non il nostro: «Se questi e queste sono stati capaci di tanto, perché io no?», disse sant’Agostino.

Nella nostra piccola vita quotidiana, con i nostri peccati – di cui chiederemo umilmente perdono – anche noi siamo stati scelti per la santità. L’essenziale è che non abbandoniamo la nostra identità, non dimentichiamo di “chi siamo”, e camminiamo per quella Via.
Dio c’invita a sollevare in alto i nostri cuori, la nostra mente, a meditare sulla speranza cui siamo chiamati, a rallegrarci in essa, ad avere la capacità e la sapienza di darci dei momenti di pura gioia, che vengono quando ci lasciamo penetrare da quella luce che ci libera dal buio in cui ci sembra di essere immersi. Allora potremo ringraziare per ogni momento della nostra vita, e sentirci benedetti, liberi da ogni paura.
Questo è il senso di essere illuminati.

Gesù ci ha chiamati «figli della luce», un’espressione forgiata nell’ambiente ascetico di quel tempo: voleva dire che la luce ci fa nascere e ci fa essere in modo diverso.
Ciascuno di noi si comporti, dunque, secondo la consapevolezza di questo destino di luce, facendola continuamente crescere nel proprio spirito; allora si vedranno silenziose meraviglie di verità. Non la verità che si dice, ma la verità che si vive, come abbiamo appreso bene dalla Scrittura.

Ecco il miracolo di un nuovo cristianesimo.

Fonte: Facebook


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