Dave Hach – Commento al Vangelo del 17 Febbraio 2021

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«Le mie mani, coperte di cenere, segnate dal mio peccato e da fallimenti, davanti a te, Signore, io le apro, perché ridiventino capaci di costruire e perché tu ne cancelli la sporcizia. Le mie mani, si separano dal loro peccato, davanti a te, o Signore, io le apro: attendo il tuo perdono». (Charles Singer)

Tre sono le opere della Quaresima, di un cammino di conversione e di una nuova vita:

  1. la preghiera,
  2. il digiuno,
  3. l’elemosina fatta carità.

Gesù ce ne parla, indicandoci soprattutto lo spirito con cui praticarle e offrirle agli occhi di Dio e non dell’umanità. Si sa, che la gente guarda l’esteriorità, però Dio guarda il cuore di ognuno. La conversione che ci propone Gesù è una conversione interiore, un cammino di quaranta giorni dove sperimenteremo in modo efficace l’amore misericordioso di Dio.

Si tratta, dunque, di riaccostarsi dal distacco e dalla tristezza del peccato che ci aveva allontanato da Dio, dall’amicizia di chi tanto ci ama e diede la sua vita per noi: «Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza». Qui, il salmista ripiegato dal peso dei suoi peccati, implora che il Creatore volti lo sguardo a lui e non al male che ha commesso, perché è pentito e non gli rimane altra via di salvezza se non quella di Dio.

Queste parole evidenziano il nostro desiderio di conoscere le vie del Signore, la conoscenza del nostro bene, il bisogno estremo del suo amore. Ma più di tutto abbiamo bisogno del suo perdono, di lasciarci convertire a Lui: «Rimetti a noi i nostri debiti; come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori»; cioè: ti perdono ma per il tuo bene comando che anche tu perdoni, perché Dio è amore e misericordia, non classifica, non allontana, non dubita, non estromette nessuno dal suo amore. Il perdono è il comandamento che Gesù ha tanto insegnato a noi: quello di amare il prossimo come Lui ci ha amati.

Gesù è la sommità dell’amore, è interamente dono d’amore, e la Sua presenza si fa più palpabile, più appassionata, più consolatrice, proprio là dove la tentazione si fa sempre più presente: nella traversata del deserto.

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