Commento alle letture di domenica 7 febbraio 2016 – Card. Silvano Piovanelli

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Il commento alle letture di domenica 7 febbraio 2016 a cura del Cardinal Silvano Piovanelli.

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Quinta Domenica del Tempo Ordinario

[ads2] Lc 5, 1-11
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 07 – 13 Febbraio 2016
  • Tempo Ordinario V, Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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Prima della pesca, Gesù era là, presso il lago di Gennèsaret.  Gesù è sempre là, presso la sponda della nostra vita e guarda la barca di ciascuno di noi. Entra nel nostro quotidiano e ci  osserva nell’impegno e nella fatica di ogni giorno. Anzi, sale sulla barca della nostra vita e, perché noi lo ascoltiamo e perché altri lo possano ascoltare, ci prega di scostarci un poco da terra, di staccarci un poco dai nostri interessi e dalle cose nostre per fare attenzione alle parole sue e agli interessi del Vangelo. 

[ads2]Pietro ascoltava dal suo posto sulla barca le parole rivolte a tutti. Ma ora Gesù si rivolge a lui personalmente: «Prendi il largo» non può avere che questa conclusione che riguarda direttamente la tua vita: «stàccati dalla riva, guarda avanti, prendi il largo».

Proprio questo è necessario, ci dice Gesù: staccarsi dalla riva. Decidersi a lasciare la riva tranquilla del nostro comodo, del nostro interesse, che dà una falsa sicurezza e non permette di fare l’esperienza delle reti piene. Dio continuamente ci chiama a prendere il largo, cioè fare un altro passo, andare oltre il presente, muoversi verso quella Galilea dove Egli sempre ci precede.

Effettivamente, il Signore vuole che noi passiamo dall’ascolto all’azione, perché soltanto chi ascolta e mette in pratica la parola entra a far parte della sua famiglia (Mc 3,34-35) e costruisce non stoltamente sulla sabbia, ma saggiamente sulla roccia (Mt 7,24).

Può darsi che, come Pietro, siamo anche noi stanchi e delusi, scoraggiati dopo tanti tentativi e tanta fatica: «abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla». Quante volte guardiamo le nostre reti vuote! È facile, allora, lasciarsi cadere le braccia e dire a noi stessi, e magari anche agli altri: fatica inutile, non c’è più nulla da fare!

Da pescatore esperto Pietro aveva ragioni da vendere per non tener conto dell’invito o dell’ordine che veniva da un carpentiere. In effetti, cosa si può sperare dalle reti gettate in pieno giorno, se nelle ore propizie della notte non si è preso nulla?

Ma Pietro si è fidato di Gesù: «sulla tua Parola getterò le reti». Ha creduto alla sua parola ed ha trascinato nell’avventura anche gli altri.

Sempre così: ognuno di noi è personalmente coinvolto e personalmente deve rispondere alla Parola e quindi prendere il largo anche se tutte le barche rimangono sulla spiaggia. Ma il lavoro si fa insieme e perciò all’ordine dato al singolare, «prendi il largo», segue il comando al plurale: «gettate le vostre reti per la pesca». 

Il merito di Pietro è stato quello di non arrestarsi allo stupore per il miracolo realizzato sotto i suoi occhi e con le sue mani: si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore!». Ogni vera missione fa l’esperienza della sproporzione tra quello che sei e quello che Dio ti domanda. Solo nella consapevolezza di questa inadeguatezza Gesù dà a Pietro la missione di diventare «pescatore di uomini».

Ma prima gli dice: «Non temere», perché la paura sarebbe ancora segno che siamo appoggiati a noi stessi e non alla promessa del Signore. L’esortazione «non temere» si ripete in tutte le missioni. Anche in quella di Maria, che davanti a Dio si sente e si proclama umile serva,   Ed è proprio lei, la madre, che ci spinge ad obbedire alla Parola con la prontezza di Pietro, dicendoci, come ai servi nelle nozze di Cana: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela!».

Card. Silvano Piovanelli

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