Commento alle letture di domenica 5 novembre 2017 – Missionari della Via

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Il commento alle letture di domenica 5 novembre 2017 a cura dei Missionari della Via.

Ecco che Gesù anche oggi ci dà una lezione di umiltà! Ci sono anche oggi, infatti, guide che pongono pesanti fardelli fondati spesso sull’esteriorità. Nell’esperienza di missione che abbiamo vissuto in diversi paesini abbiamo riscontrato che gli abitanti avevano acquisito una esperienza di fede esteriore, fatta di riti scaramantici e paura di intrusioni del male nella vita, paura di predicazioni incisive basate sul Vangelo. Quasi quasi ci sentivamo fuori luogo ad annunciare il Vangelo. Dire ad una persona di perdonare un’altra diventava difficilissimo perché sedersi sul banco della chiesa era già criterio di salvezza. Succede questo anche quando si esaspera in una forma di liturgismo o, dove la cultura predominante non è favorevole come forma al cristianesimo, tutto diventa esteriorità e molto spesso si perde di consi­stenza nella vita di fede.

Così si legano pesanti fardelli sulle spalle di gente prigio­niera dell’esteriorità o con una fede miracolistica e scaramantica che guarda all’an­nuncio evangelico con sospetto perché già fa parte della Chiesa. Questa è la diffi­coltà di Gesù con i farisei che già rivestivano un ruolo religioso ed è la difficoltà odierna della nuova evangelizzazione. Vanno evangelizzati, infatti, i già cristiani che per un motivo o un altro hanno perso consistenza, e vanno evangelizzati come più volte ha ribadito papa Francesco anche i metodi di formazione dei seminari per preparare sacerdoti santi che guidino il popolo a vivere il Vangelo. Gesù, in­fatti, fa riferimento a pastori che pongono sulle spalle del popolo superstizioni, regole giustizialiste e che amano pavoneggiarsi. Allora egli ci ricorda che siamo chiamati ad essere ultimi. Quanto è stato difficile farlo capire in quei luoghi dove ognuno ha occupato il suo posto fisso con i contributi celesti assicurati e dove far spazio agli altri e sentirsi loro servi diventa un disonore. Facciamoci evangelizzare oggi da queste parole del Vangelo e sentiamo palpitare nel cuore questo invito di Gesù all’umiltà.

Se non c’è Gesù al centro, ci sono altre cose. E al giorno d’oggi in contriamo tanti cristiani senza Cristo, senza Gesù. Per esempio quelli che hanno la malattia dei farisei e sono cristiani che mettono la loro fede e la loro religiosità, la loro cristianità, in tanti comandamenti: Ah, devo fare questo, devo fare quest’altro. Cristiani di atteggia­menti: che fanno cioè delle cose – ha spiegato – perché si devono fare, ma in realtà «non sanno perché lo fanno… Di cristiani senza Cristo ce ne sono tanti, come quelli che cercano soltanto devozioni, tante devo­zioni, ma Gesù non c’è. E allora ti manca qualcosa, fratello! Ti manca Gesù. Se le tue devozioni ti portano a Gesù, allora va bene. Ma se rimani lì, allora qualcosa non va. C’è poi un altro gruppo di cristiani senza Cristo: quelli che cercano cose un po’ rare, un po’ speciali, che vanno dietro a delle rivelazioni private, a sentire delle cose nuove. Ma per favore, prendi il Vangelo! Ci sono poi quelli che si profumano l’anima ma non hanno virtù perché non hanno Gesù. Qual è dunque la regola per essere cristiano con Cristo? E qual è il “segno” che una persona è un cristiano con Cristo? Si tratta di una regola molto semplice: è valido soltanto quello che ti porta a Gesù, e soltanto è valido quello che viene da Gesù. Gesù è il centro, il Signore, come lui stesso dice (papa Francesco).

Preghiamo la Parola

Signore, donaci la grazia di vivere e annunciare il Vangelo con franchezza e senza alcun timore se non quello di non essere sale e luce per quanti incontriamo.

fr. Umile mdv

Condividiamo la Parola

VERITA’: Vita interiore e sacramenti

Com’è il mio rapporto con Dio? è fatto di esteriorità, di preghiere fatte di corsa o mecca­nicamente? O è un rapporto di amicizia, di affidamento, di amore profondo?

Vivo la mia fede cercando di vivere da figlio di Dio, in costante rapporto con il Padre, o come un freddo esecutore di regole, per compiacere il suo “padrone”?

CARITA’: Testimonianza di vita

Com’è il mio atteggiamento verso gli altri? Un po’ altezzoso? Sono esigente con gli altri, ma estremamente indulgente con me stesso?

Faccio troppa attenzione al giudizio degli altri?

PERLE PER L’ANIMA

LA SAGGEZZA

Un gruppo di laureati, affermati nelle loro carriere, discutevano sulle loro vite durante una riunione. Decisero di fare visita al loro vecchio professore universitario, ora in pensione, che era sempre stato un punto di riferimento per loro. Durante la visita, si lamentarono dello stress che dominava la loro vita, il loro lavoro e le relazioni sociali. Volendo offrire ai suoi ospiti un cioccolato caldo, il professore andò in cucina e ritornò con una grande brocca e un assortimento di tazze. Alcune di porcellana, altre di vetro, di cristallo, alcune semplici, altre costose, altre di squisita fattura. Il professore li invitò a servirsi da soli il cioccolato. Quando tutti ebbero in mano la tazza con il cioccolato caldo il professore espose le sue considerazioni.

“Noto che son state prese tutte le tazze più belle e costose, mentre son state lasciate sul tavolino quelle di poco valore. La causa dei vostri problemi e dello stress è che per voi è normale volere sempre il meglio. La tazza da cui state bevendo non aggiunge nulla alla qualità del cioccolato caldo. In alcuni casi la tazza è molto bella mentre alcune altre nascondono anche quello che bevete. Quello che ognuno di voi voleva in realtà era il cioccolato caldo. Voi non volevate la tazza… Ma voi consapevolmente avete scelto le tazze migliori. E subito, avete cominciato a guardare le tazze degli altri. Ora amici vi prego di ascoltarmi… La vita è il cioccolato caldo… il vostro lavoro, il denaro, la posizione nella società sono le tazze. Le tazze sono solo contenitori per accogliere e contenere la vita. La tazza che avete non determina la vita, non cambia la qualità della vita che state vivendo. Qualche volta, concentrandovi solo sulla tazza, voi non riuscite ad apprezzare il cioccolato caldo che Dio vi ha dato. Ricordatevi sempre questo: Dio prepara il cioccolato caldo, Egli non sceglie la tazza.

La gente più felice non ha il me­glio di ogni cosa, ma apprezza il meglio di ogni cosa che ha! Vivere semplicemente. Amare generosamente. Preoccuparsi profondamente. Parlare gentilmente. Lasciate il resto a Dio. E ricordatevi: La persona più ricca non è quella che ha di più, ma quella che ha bisogno del minimo. Godetevi il vostro caldo cioccolato!!

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 5 novembre 2017 anche qui.

XXXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 23, 1-12
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2dicendo: «Sulla cattedra di Mosé si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 5Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. 8Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. 11Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 05 – 11 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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