Commento alle letture di domenica 12 novembre 2017 – Mons. Costantino Di Bruno

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Il commento alle letture di domenica 12  novembre 2017 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Non sapete né il giorno né l’ora

Il Signore, attraverso il profeta Isaia, fa sapere al suo popolo che tra i suoi pensieri e i loro vi è un abisso eterno. Non vi è alcuna possibilità di poterli mettere insieme. Quelli della terra vanno distrutti, abbandonati, bruciati, tolti dal cuore e dalla mente. Al loro posto devono essere collocati, installati, piantati quelli di Dio. Questo procedimento di trapianto ha un solo nome: conversione alla Parola di Dio, fede in essa.

O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni. Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo d’Israele, che ti onora. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri (Is 55,1-9).

Noi possiamo essere eccellenti maestri in Sacra Pagina, valenti studiosi e conoscitori di tutto lo scibile teologico, possiamo dedicare l’intera vita alla meditazione e contemplazione della Parola di Dio e di Cristo Gesù, possiamo commentare divinamente ogni parabola del Vangelo, ma sempre portando nel nostro cuore il tarlo della non fede.  Commentiamo, studiamo, leggiamo, meditiamo, ma non crediamo in quello che diciamo. Se noi credessimo in una sola Parola di Gesù Signore, cambieremmo per intero la nostra vita, mostreremmo al mondo la nostra fede, diremmo ad esso con il nostro corpo la verità nella quale crediamo. Invece vi è questa distanza infinita, incolmabile, tra ciò che è scritto e ciò che crediamo. La nostra mente è come un mulino. Non appena il buon grano della Parola entra in essa, subito viene ridotta in farina. Non è più buon grano. Si può anche seminare la farina, mai spunterà un solo stelo, una sola pianticella, mai sarà prodotto un solo altro chicco di grano.

Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

Chi di noi crede nella Parola di Gesù che afferma solennemente, perché è suo Vangelo: “In verità io vi dico: non vi conosco”? Non abbiamo noi inventato il tarlo della “misericordia senza Vangelo e senza verità”,  con il quale distruggiamo ogni Parola di Cristo Gesù, affermando che alla fine il perdono di Dio sarà universale, per tutti? Non abbiamo noi santificato Giuda, il suicida per disperazione della salvezza, in modo che anche noi, suicidi del nostro spirito e della nostra anima, ci potessimo sentire al sicuro di ogni condanna eterna, nonostante i nostri innumerevoli abomini e nefandezze? Possiamo anche celebrare duecento Sante Messe al giorno, ma tutto diviene vano, a causa di questo tarlo che priva di verità ogni Parola di Cristo Signore e del Padre suo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, liberateci dal tarlo distruttore.

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XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 25, 1-13
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. 2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; 4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. 5Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 6A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. 7Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. 9Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. 10Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. 12Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. 13Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 12 Novembre  – 18 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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