Commento alle letture di domenica 21 Luglio 2019 – p. Samuele Duranti

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Il commento alle letture di domenica 21 luglio 2019 a cura di p. Samuele Duranti, sacerdote cappuccino.

Maria e Marta: azione e contemplazione, insieme

Mentre erano in cammino entrò in un villaggio e una donna di nome Marta lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.

Gesù è entrato a Betania ed è accolto in casa da Marta, sorella maggiore di Lazzaro e Maria. A lei spetta fare gli onori di casa; mettere a tavola Gesù e i dodici affamati, capitati senza preavviso. C’è da sgambettare per accontentarli tutti e Marta non vuol certo fare brutta figura. Ma mentre lei è tutta indaffarata, la sorella Maria sta beatamente seduta ai piedi di Gesù, incantata dalla sua parola. Come se niente fosse. Non vede che Gesù; per lei non c’è che Gesù; le preme solo fare compagnia a Gesù e pendere dalle sue labbra, inebriarsi dell’ascolto. Ascoltare la parola di Gesù. A un dato momento Marta, con quella confidenza che le permette di parlare a Gesù, in qualche modo lo rimprovera. Gli si fa avanti per dire: Ma Signore, non ti curi che mia sorella mi abbia lasciato sola a servire? Dille dunque che mi aiuti! Dopotutto, mi do daffare per te!

E Gesù? Difende Maria e rimprovera Marta, richiamandola per ben due volte: Marta, Marta, tutti preoccupi e ti agiti per molte cose. Non è il suo umile e sollecito servire che Gesù rimprovera, ma il suo troppo agitarsi, troppo pre-occuparsi. Le cose passano avanti, occupano i primi posti e poi non tutte sono necessarie. C’è una cosa più importante, veramente buona, superiore a tutte: una sola cosa di cui c’è bisogno, quella che ha scelto Maria! E questa non le sarà tolta.

Questa piccola scena, accaduta nella casetta di Marta e Maria, ha una portata incredibilmente universale ed eterna. Si sono viste nelle due sorelle l’immagine delle monache contemplative e delle suore attive. Intanto precisiamo che Gesù abbatte uno steccato fino ad allora insormontabile: fare sua discepola una donna. Era scritto nel Talmud: Meglio bruciare la Parola di Dio piuttosto che insegnarla a una donna!

Poi aggiungiamo: migliaia di monache, nei loro monasteri, hanno seguito l’esempio di Maria, centrando la vita nella contemplazione del Signore, mentre altre migliaia e migliaia di suore hanno seguito l’esempio di Marta nel servire i poveri, i bambini, i malati, i lebbrosi, gli incurabili, gli abbandonati. È incredibile come da un piccolo episodio «domestico», di una sera lontana, possa essere scaturito un fiume d’amore a Dio e ai fratelli. Tanto è il perenne irrompere dello Spirito nella Chiesa e nel mondo.

Ma attenzione: non dobbiamo contrapporre le due scelte di vita, che, anzi, si completano e devono vivere in simbiosi. Non si può né si deve essere contemplativi isolandosi dai problemi della Chiesa e degli uomini; né si può o si deve essere attivi, sganciati dalla contemplazione; ci si svuota. Si rischia di portare se stessi invece che Dio. Per essere canali bisogna essere stati lungamente serbatoi. Essere «anime contemplattive» e cioè attivi nella contemplazione e contemplativi nell’azione. I santi lo sanno bene. Perciò prima attingono alla Sorgente dell’acqua che zampilla per la vita eterna (allo Spirito Santo), poi si buttano per le strade, salgono sui soffitti, scendono nei bassifondi. Ricordiamo appena: dopo che Madre Teresa ha ripulito di vermi la lebbrosa raccolta sul marciapiede, a lei che chiedeva: «Chi te lo fa fare?» Madre Teresa rispose: «Il mio Signore». E la poveretta: «OH, parlami del tuo Signore, dev’essere tanto buono se ti fa fare cose buone!»

Maria e Marta: contemplazione e azione congiunte; in simbiosi. Sempre.

Fonte

p. Samuele Duranti, sacerdote cappuccino.
Vice parroco e assistente dell’Ordine Francescano Secolare.
Dati aggiornati al 04/05/2019

QUI TUTTI I COMMENTI AL VANGELO DI P. SAMUELE

Letture della
XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Signore, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo.

Dal libro della Gènesi
Gn 18,1-10a

In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.
Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 14 (15)
R. Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. R.
 
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. R.
 
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. R.

Seconda Lettura

Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 1, 24-28


Fratelli, io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa.
Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.

Parola di Dio

Vangelo

Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10, 38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore

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