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Commento alle letture di domenica 13 Gennaio 2019 – Missionari della Via

Il commento alle letture di domenica 13 gennaio 2019 a cura dei Missionari della Via.

Gesù, Dio fattosi uomo, ha 30 anni circa, è sempre vissuto nel nascondimento, santificando la realtà della vita familiare e lavorativa e ora inizia la sua missione pubblica. E da dove inizia la sua missione? Con uno spettacolo al palazzo reale?

No, ma scende in uno dei punti più depressi, più bassi della Palestina, al fiume Giordano; ed ivi va a ricevere il battesimo, che all’epoca era un segno di conversione, manifestava cioè il desiderio e la volontà di cambiar vita, riconoscendosi bisognosi di Dio e del suo perdono. Come si manifesta dunque Gesù?

Come “uno di noi”, che si è fatto partecipe in tutto della nostra natura umana, fuorché del peccato. E così Gesù ci rivela che Dio è davvero l’Emmanuele, il Dio-con-noi, che non ci guarda dall’alto verso il basso, ma che si mette “più in basso di noi” per tirarci su; uno che non si tiene alla larga da noi peccatori, ma che si fa nostro compagno di viaggio per salvarci; uno che non fa “distinzioni di classe o di razza”, ma che cerca tutti, che ci ama.

Il Padre stesso “testimonia” chi è davvero Gesù: ll suo figlio amato, nel quale ha posto il suo compiacimento. Il suo Figlio, primogenito e modello di ogni figlio nel Figlio, è Gesù e in lui vediamo anche il modello da seguire. Il vero Figlio di Dio è proprio questo Gesù che, anziché salire, scende; che non se ne sta alla larga dai peccatori, ma che cammina con loro per salvarli; non è uno che propone idee astratte e “lancia invettive”, ma uno che si fa concretamente carico del nostro dolore e delle nostre colpe, espiandole personalmente e proponendoci la salvezza.

Ci fa bene meditare su chi sia davvero il Figlio e confrontare i suoi atteggiamenti con i nostri atteggiamenti, noi che tante volte riduciamo l’espressione “figli di Dio” ad una banalizzazione estrema.

Ci farà bene lasciar risuona le parole di Dio Padre nel cuore: «Nella meditazione ho sperimentato la realtà di questo amore quando ho sovrapposto consapevolmente la frase: “Tu se il mio figlio prediletto” alla paura, all’oscurità, al fallimento, alla mediocrità, alla menzogna esistenziale in me. Ho tentato di calarmi nell’acqua del mio inconscio, nel regno delle tenebre in cui ho rimosso tutto ciò che non mi va di guardare alla luce del giorno… Il cielo vuole aprirsi anche sugli abissi della mia anima.

Ma devo avere il coraggio di calarmi in tali abissi, per percepire là in fondo, con un suono nuovo, le parole: “Tu sei il mio figlio prediletto”; “Tu sei la mia figlia prediletta”. Solo quando ho sovrapposto alla mia esistenza concreta la frase secondo cui sono il figlio prediletto, essa mi ha toccato nell’intimo, donandomi la pace interiore…

Gesù sente dal cielo aperto la voce di Dio che è rivolta a lui: «Tu sei il figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto» (Mc 1,11). Questo è anche il mio anelito più profondo, l’essere il figlio prediletto di Dio, non essere rispettato, ammirato e amato solo dagli esseri umani, bensì da Dio, la causa prima di ogni esistenza, il creatore del mondo» (A. Grün). Sì, lasciamo vibrare in noi l’anelito più profondo: essere figli, veri figli di Dio, che amano con amore vero, sincero.

D’altronde: «Gesù riceve l’approvazione del Padre celeste, che lo ha inviato proprio perché accetta di condividere la nostra condizione, la nostra povertà. Condividere è il vero modo di amare. Gesù non si dissocia da noi, ci considera fratelli e condivide con noi. E così ci rende figli, insieme con Lui, di Dio Padre. Questa è la rivelazione e la fonte del vero amore (papa Francesco).

Preghiamo la Parola

Signore Gesù, guardando il tuo battesimo, ti chiediamo la grazia di riscoprire la grazia del nostro battesimo. Aiutaci a farci vicini ad ogni persona, coltivando in noi i tuoi sentimenti di amore e compassione.

VERITA’: Vita interiore e sacramenti

Fermati in preghiera; scendi nel tuo cuore, ripetendo le parole di Dio Padre: tu sei mio figlio, l’Amato. Ripetile, mentre ripercorri le piaghe della tua esistenza, i tuoi fallimenti, ciò che fatichi a perdonarti… lasciati amare da Dio, che ha compassione di te!?

Cerco di coltivare e vivere quel “seme” meraviglioso che è il mio battesimo? Coltivo la preghiera, la frequenza ai sacramenti, la meditazione della Parola?

CARITA’: Testimonianza di vita

Cerco di coltivare e vivere quel “seme” meraviglioso che è il mio battesimo? Cerco di farmi prossimo a chi ha bisogno? Cerco di amare gli altri dello stesso amore con il quale sono amato?

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO C

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 13 Gennaio 2019 anche qui.

Lc 3, 15-16. 21-22
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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