Commento al Vangelo di domenica 5 novembre 2017 – don Mauro Manzoni

131

Don Mauro Manzoni di graficapastorale.it, propone una riflessione sul brano del Vangelo di domenica prossima,  5 novembre 2017.

Chi desidera automaticamente avere il testo delle riflessioni, mandi il proprio indirizzo email a [email protected] che lo spedirà ogni settimana.

Proveniamo dal Vangelo di domenica scorsa, che è il riassunto e il compendio di tutta la Bibbia e della Parola di Dio: ama il Signore con tutto il tuo cuore e il prossimo come te stesso. E oggi Cristo sottolinea veementemente di essere coerenti e fedeli nei nostri comportamenti e nel nostro stile di vita, nel segno dell’autenticità e capacità del servizio.
Il dire e non fare, il sembrare e non essere e i tanti motivi di compromesso purtroppo coinvolgono anche noi.

Ed è illuminante che Gesù si rivolga direttamente a coloro che devono vigilare e aiutare, promuovere e favorire un rapporto di amore con Dio. Siamo tentati noi, noi preti dico, dalla tentazione di metterci sul piedistallo della religione, assisi sulla cattedra per dirigere e decidere, convinti di essere padroni della Chiesa e del popolo di Dio, sfoderando centimetri del nostro colletto bianco, foderati da pizzetti e merletti, tiare, mitrie, zucchetti e berrette…mentre Cristo aveva solo, solo una corona di spine. Amiamo i posti di onore, i saluti nelle piazze, gli inchini e i baciamani.

Essere chiamati maestri, guide, padri. Nessuno è maestro ma tutti scolari e discepoli. Nessuno è padre, ma tutti figli e fratelli. Nessuno è guida, ma tutti pellegrini e compagni di viaggio. Il più grande tra voi sia vostro servo, perchè il più grande è chi ama di più, non quello più bravo ed organizzato, non quello più intelligente o capace di racimolare sponsor.

Non il più forte, perchè il più grande è solo chi serve e ama di più.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 5 novembre 2017 anche qui.

XXXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 23, 1-12
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2dicendo: «Sulla cattedra di Mosé si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 5Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. 8Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. 11Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 05 – 11 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO
Articolo precedenteIl Vangelo del Giorno, 1 novembre 2017 – Mt 5, 1-12
Articolo successivoVangelo del giorno – 1 novembre 2017 – don Antonello Iapicca