Commento al Vangelo di domenica 31 gennaio 2016 – don Mauro Manzoni

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La Parola di Dio“, canale YouTube del prolifico Don Mauro Manzoni di graficapastorale.it, propone una riflessione sul brano del Vangelo di domenica prossima, 31 gennaio 2016.

Chi desidera automaticamente avere il testo delle riflessioni, mandi il proprio indirizzo email a [email protected] che lo spedirà ogni settimana.

Il Vangelo di questa domenica inizia proprio dove è terminato quello di domenica scorsa. Gesù annuncia la programmazione della sua missione e. non c’è da attendere nessun altro perché Dio ha mantenuto le sue promesse: “oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete ascoltato”.
Dura e secca la reazione degli ascoltatori, tanto da sfociare addirittura in una forma di violenza omicida. La missione di Gesù non comincia con applausi e approvazioni, bensì con rifiuti e contestazioni. Gesù non ricerca consensi e non fa sconti di nessun genere per ottenerli. Il suo messaggio sconvolge, le sue parole provocano e sollecitano, la sua persona si pone come segno di contraddizione al quieto vivere della fede e all’immobilismo del cambiamento e conversione.
Le reazioni dei compaesani di Gesù sono anche le nostre, purtroppo, quando la Parola di Dio richiede un pò di più, un’accelerazione, un cambiamento di strada che, spesso, diventa per noi un pò di troppo.
Gesù chiede misericordia e compassione, al contrario di noi che spesso, anche troppo spesso, ricerchiamo clamori e risonanze, incenso e battimani, se non addirittura interessi e grana, magari usando pure il suo nome.
Per fortuna la Parola di Dio non viene bloccata da nulla, ma continua ad operare anche in mezzo a paure e sopraffazioni, e la forza rinnovatrice del Vangelo non viene interrotta o fermata dalla incoerenza e superficialità di noi cristiani.

Quarta Settimana del Tempo Ordinario

[ads2] Lc 4, 21-30
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 31 Gennaio – 06 Febbraio 2016
  • Tempo Ordinario IV, Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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