Commento al Vangelo di domenica 25 febbraio 2018 – mons. Giuseppe Mani

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La Trasfigurazione

Quando qualcuno ci sorride, il suo volto cambia, è come irradiato da una luce interiore. Qualcosa di più profondo traspare: il suo amore per noi. E’ meraviglioso da vedere! Come non desiderare di far sorridere gli altri? Si stabilisce una connivenza, una comunione libera e vera che fa intravedere la bontà. Gesù si trasfigura e i suoi discepoli vedono il suo essere d’eternità, la sua luce interiore, il suo amore infinito che non cessa di riempire il suo cuore. Il suo corpo ne è irradiato. Cos’è quella luce?

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E’ il mistero stesso di Gesù. Mosè ed Elia son lì per confermarlo mentre più tardi gli apostoli capiranno che è Gesù che conferma l’autorità delle scritture rappresentate da Mosè ed Elia. Gesù è la sorgente della vita. La luce straordinaria di Gesù, la presenza dei più alti personaggi della storia di Israele creano il prodigioso benessere nei discepoli da esclamare “E’ bello per noi star qui” E vogliono costruire tre tende. Gioia prodigiosa dinanzi al disegno di Dio che si rivela. L’evangelista ci dice che “non sapeva che cosa dire , perché erano spaventati”. Gioia e spavento: due sentimenti davanti al mistero di Dio. La presenza di Dio impone adorazione e i discepoli sono soltanto all’inizio del loro stupore. Sopraggiunge la nube, ombra di Dio più luminosa del sole, presenza piena della vita di amore dello Spirto Santo.

Gli apostoli avevano visto Gesù nella gloria, ora sono introdotti nell’intimità di Dio, di Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe! Al di là non c’è più niente. Là era la vita. Ma là i discepoli della terra non possono vedere più niente, soltanto sentire “una voce “. “Questo è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo”. E’ la voce dell’amore: quella del Padre. Ecco il cuore della personalità di Gesù, ecco la ragione di questa irradiazione di tutto se stesso, la sorgente della vita del suo essere: Gesù è amato da suo Padre, è suo Figlio, il suo Figlio prediletto: La gioia di Gesù, la felicità incomparabile! Il trasalire di gioia nello Spirito Santo. Egli compie tutta la storia degli uomini, perché è abitato dall’amore del Padre, suo Padre e nostro Padre. La felicità dei discepoli è un’umile eco della felicità del maestro.

La trasfigurazione si conclude con l’ordine di non dire niente di quanto avevano visto prima della sua resurrezione. Gesù così annuncia che questo amore che lo unisce a suo Padre non sarà veramente esteso, compreso, finchè non sarà visto sulla croce. Allora tutti gli uomini potranno vedere, ascoltare e ricevere il mistero eterno dell’amore di Dio per tutti gli uomini. Il mistero di Gesù illumina il nostro mistero. Cos’è la luce che appare sul nostro volto di cristiani? E’ l’amore di Dio che abita il nostro amore e che ci spinge a fare il bene, a dare la nostra vita per gli altri. La nostra dignità, la nostra gloria, il senso della storia della nostra vita, trovano la sorgente nel dono di noi stessi. L’amore per gli altri costruisce il nostro essere di eternità.

La croce che portiamo, talvolta dolorosamente, il nostro dono agli altri manifestano sempre il fonda del nostro essere, il nostro amore.. Anche se questo è duro, lasciamo salire il nostro sorriso, è già il segno della nostra vittoria sulla morte, un aurora della resurrezione.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.giuseppemani.it

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della II Domenica del Tempo di Quaresima – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 25 Febbario 2018 anche qui.

Mc 9, 2-10
Dal Vangelo secondo Marco

2Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4E apparve loro Elia con Mosé e conversavano con Gesù. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosé e una per Elia». 6Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 7Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
9Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti.10Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 25 Febbraio – 03 Marzo 2018
  • Tempo di Quaresima II
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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