Commento al Vangelo di domenica 12 novembre 2017 – mons. Valentino Vecchi

118

AMMETTERE O NEGARE IL FUTURO DOPO LA MORTE CAMBIA L’INTERO PROGETTO DI VITA

Siamo  alla  fine   dell’anno   liturgico    e  la  meditazione   riguarda   il  discorso escatologico, che è di importanza fondamentale: senza, non si capisce il Messaggio.

È  l’attesa  del  ritorno  del  Signore.  Ma  quando  ritornerà?  Quando  Lo incontrerò?  I  primi  cristiani  avevano fretta;  e  fu  una  grande  conversione culturale quella di accettare i tempi lunghi. La delusione non scosse la fede nè rallentò lo  slancio.

Ammettere o negare il futuro dopo la morte cambia l’intero progetto di vita. Il discorso del dopo-morte oggi si è fatto difficile. In passato era abbastanza facile e pacifico,  ma oggi c’è troppa incertezza nei credenti.

Quale risposta riguardo al tempo? Davanti a Dio i numeri contano poco.

Contano gli aneliti, le intuizioni, le speranze che si agitano nel profondo.        Larivelazione assicura che quanto l’uomo aveva intuito corrisponde a realtà: con la morte non finisce tutto, c’è la nuova vita. Non fanno problema i non credenti e gli atei:  lo sono meno  di noi!

La Parabola delle Vergini racconta di una festa di nozze. Egli è lo sposo. Ma alla festa è ammesso solo chi è pronto ed è pronto solo chi è saggio. Lo specifico della parabola è presentare le disposizioni all’incontro con Cristo in termini di

saggezza. Chi non si prepara    è stolto.

VERGINI PRUDENTI SONO QUELLE CHE SANNO SPERARE

È prudente colui che sa aspettare e perseverare: Egli verrà. È prudente chi ha una speranza radicata nella fede, alimentata da pazienza e fedeltà. Vergini prudenti sono quelle che sanno sperare; senza alienarsi dagli impegni della vita, senza perdersi  in un vago ottimismo.

Quale posto occupa il futuro nella tua vita? Questa è la grande domanda da porsi. Nella vita tutti attendono e cercano: la natura cerca la felicità; l’uomo cerca la salvezza. Il male sta nello sbagliare obiettivo; sentirsi troppo sicuri di noi stessi e  quindi  ciecamente  attaccati  alle  cose,  al  punto  da  allontanarsi  da  Dio e rifiutarLo.

La storia della salvezza — Egli verrà — è la storia di questa speranza, che fa presagire un mondo migliore. Senza fedeltà non c’è salvezza; con la fedeltà non hanno vittoria nè la sofferenza nè la morte.

L’unica speranza che non delude è l’attesa del Cristo, della «parusìa», del giorno del Signore: ma verrà come un ladro ed esige che si vegli con forza, con pazienza incrollabile e gioiosa.

Ancorata al mondo futuro, questa attesa anima tutto il presente; stimola nel lavoro, costruisce nel tempo l’eterno attraverso le opere buone.

La  parabola delle  Vergini  dice  poco  nel  nostro  tempo,  ma  è  chiaro  il significato: siamo in  attesa.                                     

LA VITA È   UN  CAMMINO VERSO UNA     GRAN  FESTA

Il discorso escatologico rappresenta un invito pressante alla vigilanza e alla perseveranza.

Una chiave  di lettura:   «Vegliate perché non sapete    giorno  e ora…».  Le nozze sono un’allegoria del rapporto di Cristo con la Chiesa: fatta di saggi e di stolti, di buoni e cattivi, come le dieci vergini. Il tema della vigilanza è costante: è il frutto e la condizione della fede e della fedeltà. È tanto più necessaria se c’è un fatto nuovo e rivoluzionario:    Gesù di Nazareth…   passa!

Gesù è sempre vigilante: Cerca la volontà del Padre; interpreta i segni dei tempi;  confronta il  disegno-progetto di Dio   e la risposta dell’uomo.

Ci siamo aggiornati in molte cose ma non nella vita spirituale. La civilizzazione è accelerata, è in fermento. ]] continuo rinnovamento, dovuto all’abbandono delle Vecchie abitudini, richiede una nuova vigilanza di fronte alle nuove scelte da compiere. È l’atteggiamento del cristiano, che va verso cieli nuovi e terre nuove,

pur  aspettando «Qualcuno». La vita  è un cammino verso una gran festa,     un’attesa operosa, “una lotta contro il male. Occorre saper discernere le visite del Signore; andarGli incontro; riconoscerLo quando passa vicino negli avvenimenti e nella storia;      accorgersi della sfida del mondo.

I cristiani sono il lievito che lavora nella notte, la lucerna, il fermento, la vera febbre del bene e dell’amore.

Fonte

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 12 Novembre 2017 anche qui.

XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 25, 1-13
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. 2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; 4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. 5Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 6A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. 7Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. 9Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. 10Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. 12Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. 13Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 12 Novembre  – 18 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO