Commento al Vangelo di sabato 6 gennaio 2018 – mons. Giuseppe Mani

I Magi arrivano attraverso la strada fatta da Abramo, vengono dalla lontana terra dei Caldei fino al cuore della terra promessa ad Abramo: Gerusalemme. La loro venuta realizza la promessa fatta ad Abramo di essere “padre di una moltitudine” sono infatti loro i rappresentanti qualificati delle nazioni come esprimono i doni portati alla Grotta. I Magi rappresentano l’umanità che riconosce il “Dio dei filosofi e dei saggi”mettendosi in camino verso Gerusalemme, conosciuta allora come il centro spirituale del monoteismo più puro.

Erano sapienti astronauti osservatori del cielo; filosofi nel tempo in cui la scienza, la filosofia e la religione facevano un tutt’uno. La liturgia, nel desiderio di mostrare il compimento degli oracoli dei profeti da loro il titolo di “re”. Erano uomini del potere la cui amministrazione doveva accordarsi all’ordine della natura e alle leggi che ne risultavano. Vigilavano non soltanto sui fenomeni terrestri ma anche sulle attività umane. Il testo evangelico mostra una rottura o almeno una inversione del loro percorso. Dall’Oriente arrivano a Gerusalemme dove sono ricevuti da dei saggi e dalle autorità della capitale ma la stella che li guidava sparisce.

Riappare quando riprendono la strada di Betlemme, là dove erano stati preceduti da dei pastori. Così se ne vanno verso un altro luogo, lasciano il palazzo per un’umile grotta. Sono invitati a vedere un Bambino. Al posto di un monarca onnipotente, di un maestro del tempo e della storia, di un sovrano pieno di prestigio e di gloria si trovano in un luogo di precarietà. Offrono oro , incenso e mirra. Si compiono le scritture.

Ma avviene un capovolgimento. Riconoscono che il loro potere e la loro sapienza deve inchinarsi davanti ad un bambino nella fragilità e nella povertà di una Grotta. Per dire cosa significhi questo cambiamento Giovanni nel Prologo dice “Il Verbo si è fatto carne”. La parola carne è importante. Dice vulnerabilità. Dice appello alla tenerezza e al rispetto, l’amore che si dona esponendosi e dove è vero soltanto ciò che si vuole accettare. I magi a Betlemme vivono una conversione: l’immagine mondana di Dio è capovolta. Non è più Dio dei filosofi e dei saggi, l’Altissimo e l’Onnipotente ma il Verbo divenuto carne. I Magi venuti ad adorare Dio si prostrano davanti ad un neonato. Ora un neonato è una promessa, un sorriso che apre all’avvenire.

Essi ripartono “per un’altra strada”, è per sfuggire al tiranno Erode ma anche perché la loro vita ha preso un’altra direzione diversa da quella che avevano fino allora. Noi camminiamo con loro perché l’Epifania non è dietro di noi, nel passato, è davanti a noi, nella speranza della venuta del Regno di Dio. Che il nuovo anno ci faccia scoprire il vero volto di Dio, quello della bontà.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.giuseppemani.it

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Epifania – Anno B

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Mc 2, 1-12
Dal Vangelo secondo Marco

1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». 3All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele». 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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