Commento al Vangelo di domenica 9 Febbraio 2020– mons. Giuseppe Mani

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La luce e il sale

Il mondo non è sufficientemente illuminato, non è sufficientemente saporito? Tutti abbiamo apprezzato la bellezza di un paesaggio, di un’opera d’arte, di un film, di un romanzo. “Benedetto sii tu Signore per frate sole, per sora acqua che è umile et preziosa et casta” canta Francesco di Assisi. Eppure Gesù ci dice “Voi siete la luce del mondo, voi siete il sale della terra”, cosa vuol dire? Ci vuol dire che Voi credenti, voi miei discepoli siete lo splendore del mondo, la sua charme, il suo sapore, la sua luce. Perché?.

Perché c’è una bellezza nella creazione che il mondo non vede ma che rapisce il cuore di Dio che ne è l’autore, una bellezza che Gesù contemplava quando viveva tra di noi, una bellezza seducente che gli facevano ringraziare il Padre. Non ci risulta che Gesù abbia esultato e ringraziato il Padre per un bel tramonto e per un bel panorama ma quando ha visto un cuore semplice e puro, quando ha visto i piccoli che capiscono le cose del Regno.

La bellezza di cui parla Gesù è la luce che emana da Gesù sul Tabor durante la trasfigurazione che fece reagire Pietro in maniera così spontanea da desiderare di rimanere sempre lassù. Era la luce che emanava da Gesù quando parlava alle folle “Nessuno ha mai parlato come quest’uomo”. Gesù era più bello di come lo vedevano abitualmente ma di una bellezza ordinariamente nascosta agli occhi di coloro che lo circondavano.

Gesù stesso proclamerà che è Lui la luce del mondo, Lui che è venuto a dare un sapore nuovo al mondo continuamente minacciato di sporcizia.
Il Vangelo di oggi certamente richiama i cristiani ad esaminarsi sulla qualità della loro presenza nel mondo: è troppo affascinante la presenza di un santo per negare che abbiamo bisogno di una luce diversa da quella del sole ma c’è un altro aspetto, più raramente percepito: la chiesa evangelizza soprattutto per quello che essa è e per quello che essa dice. Voglio dire: il suo modo di esistere, il suo modo di costruirsi come corpo, il tipo di relazioni dei membri tra di loro grida più forte delle parole proclamate. In Giovanni 17 si dice che è al vedere l’unità dei discepoli che gli uomini crederanno che il Padre ha realmente mandato il Figlio nel mondo. Credo che i rapporti tra i membri della chiesa siano troppo astratti e troppo ispirati ai modelli di autorità delle autorità civili ( e spesso di società arcaiche). L’amore col quale siamo sale e luce deve essere percepito, deve risplendere nelle strutture, nelle istituzioni e non soltanto nella condotta dei cristiani individuali.

Detto questo rischio di immobilizzare i credenti che dicono: molto bene, che cambino loro e tutto andrà meglio.
Se si parla così non si è più un corpo. Il “loro” siamo noi. “Voi siete la luce del mondo”. Non è una parola indirizzata alla gerarchia ma a tutto il corpo. Allora diamoci da fare, parliamone insieme, discutiamo, prendiamo le responsabilità nel corpo di cui siamo membra. Almeno conosciamoci. Sono i rapporti astratti che ci uccidono. Nell’astrazione non può esserci l’amore.

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Letture della Domenica
V Domenica del Tempo Ordinario – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

La tua luce sorgerà come l’aurora

Dal libro del profeta Isaìa
Is 58, 7-10

Così dice il Signore:

«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?

Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.

Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.

Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 111 (112)

R. Il giusto risplende come luce

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia. R.

Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R.

Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R.

Seconda Lettura

Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1 Cor 2,1-5

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

Parola di Dio

Vangelo

Voi siete la luce del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore