Commento al Vangelo di domenica 9 Febbraio 2020 – Comunità Kairos

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Ai destinatari del discorso della montagna (Mt 5,1-12) Gesù si rivolge con parole attraverso le quali viene definita l’identità dei credenti, di coloro, cioè, a cui è annunciato e donato il Regno dei cieli e che diventano, per ciò stesso, segno del Regno dei cieli sulla terra. La gioia dell’essere “beati” perché già inseriti nell’abbraccio di Dio e con la promessa di una grande ricompensa nei cieli (cfr.Mt 5,12), reca con sé una grande responsabilità: essere sale della terra, luce del mondo, città collocata sopra un monte.

Gesù si appella così alla responsabilità di ciascuno, ma in termini di comunità di credenti: coloro che accolgono il Regno di Dio, coloro che ascoltano e fanno la Parola di Dio, assumono una stessa identità: sono sale della terra e luce del mondo.

Non sfuggono oggi, così come non sfuggivano al tempo di Gesù, le preziose proprietà del sale: dare gusto e sapore ai cibi, conservandoli e preservandoli dalla decomposizione e consentendo, così, il sostentamento alimentare. Ingrediente, il cui utilizzo richiede, tuttavia, grande cura e misura: troppo sale, infatti, deturpa il gusto; poco sale è inefficace; allo stesso tempo, esso non deve perdere le sue qualità, ma mantenerle vive, viceversa “a null’altro serve che ad essere gettato via” (v.16). Sale che già nell’A.T. indica la fedeltà e perseveranza del patto di alleanza (cfr Nm 18,19; 2Cr 13,5). Elemento prezioso che, grazie alla sua capacità di miscelarsi con gli altri ingredienti, ne fa risaltare il gusto, esaltandone i sapori. Il sale “agisce” come un agente che porta al massimo le potenzialità e le qualità degli ingredienti con cui esso stesso si miscela. E tutto ciò, nel nascondimento, al punto da non essere più individuabile.

A questa immagine fa da contraltare, quale elemento complementare e fondamentale nel restituire completezza e armonia all’identità del cristiano, l’immagine della luce: la luce è vita, rende visibile e splendente tutto quanto essa stessa illumina; è, infatti, nella luce che il mondo prende vita. Nelle Scritture, Dio è luce (cf. Sal 36,10), è “splendente di luce” (Sal 76,5), è “avvolto in un manto di luce” (Sal 104,2); il Servo del Signore è “luce per le genti” (Is 42,6; 49,6); Gesù è la luce del mondo” (Gv 8,12); i cristiani sono chiamati “figli della luce” (Lc 16,8; Gv 12,36; Ef 5,8; 1Ts 5,5). “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14).

Ma quali le caratteristiche che accomunano queste due immagini così efficaci?

Il sale dà gusto a qualcos’altro. La luce non “invade” riempiendo lo spazio di sé ma, al contrario, fa risplendere la realtà che la circonda, rivelandone le diverse angolazioni, e facendo risaltare ciò che altrimenti rimarrebbe nell’oscurità.

Di fatto, questi due elementi esistono non fini a se stessi, ma a favore di altre realtà: essi, cioè, si “donano” perché l’altro risplenda.

Cosa vuol dire, dunque, concretamente essere sale e luce per i cristiani? Significa farsi testimoni del Regno di Dio: regno di pace, di giustizia, in cui si viva da fratelli, figli di uno stesso Padre. Ciò  è già attuazione dell’annuncio del Regno di Dio su questa terra, in attesa della pienezza escatologica. E il discorso della montagna è il codice del Regno. Allora, compito della comunità dei credenti è dare sapore alla vita, illuminandola della Parola di Dio che è parola di pace e di giustizia e che trova la sua attuazione attraverso l’attenzione al fratello, alla vedova, al povero di allora come al povero e all’emarginato di oggi, portando in questo mondo, dilaniato da disarmonia e conflitto, quell’armonia Dio-uomo-creato, voluto da Dio da sempre.

È essere luce che illumina la vita, riscalda i cuori con la speranza di un mondo che è già possibile nel qui ed ora della Storia, grazie alla parola di Cristo. Quella parola fatta vita che si concretizza nella ricerca della pace e della giustizia per tutti gli uomini. Questa, allora, non può rimanere nascosta, ma deve ergersi “sul monte” affinché possa essere speranza, luce e orientamento per l’umanità.

Ma, proprio come le immagini della luce e del sale suggeriscono, elemento fondamentale è il discernimento e la misura: una luce troppo forte, infatti, diventa accecante, perde la sua “trasparenza” e la sua capacità di far risplendere ciò su cui essa si posa; troppo sale deturpa i cibi. Dunque, lontani da ogni forma di ostentazione e tentazione di proselitismo, essere testimoni del Regno di Dio significa vivere la propria vita con perseveranza ma semplicità, senza alcuna ricerca di consenso o, ancor peggio, di prevaricazione, nel rispetto pieno dell’altro.

Risuonano le parole dure di Gesù contro quei farisei pronti a “legare pesanti fardelli” mentre vivono una vita di ostentazione alla ricerca di consensi. Sobrietà e misura, proprio come il sale, è dunque, ciò che deve caratterizzare lo stile del cristiano nel suo dare testimonianza della parola di speranza; luce che vivifica questa vita, le realtà degli uomini, proprio come la luce vivifica e fa risplendere ciò che illumina.

Essere sale e luce come percorso di un’intera vita, vivificando, giorno dopo giorno, quella freschezza e sapidità che possono essere mantenute solo se viva è la relazione con la fonte e, cioè, con quel “Padre vostro che è nei cieli” che, in Gesù Cristo, annuncia il suo Regno già nell’oggi della Storia e delle storie di ciascun uomo.

La chiesa (ekklesía), dunque, in quanto comunità di “chiamati” (ékkletoi) nel gioco tra nascondimento e rivelazione, stia dunque tra gli uomini senza integralismi ma rendendosi permeabile all’azione del Signore, riconoscendo in lui la vera e unica fonte di vita, cercando di mantenere viva la luce della Parola che, in Cristo, illumina l’intelligenza del cuore: “Io sono la luce del mondo. Chi segue me avrà la luce della vita (Gv 8,12).

Solo così potremo essere semi del Regno di Dio sulla terra, facendo memoria di Gesù: è Lui, infatti, il sale vero che rende gustosa la vita dei discepoli; ed è sempre Lui quella luce vera che illumina e dona beatitudine al cuore dei credenti con la speranza della resurrezione.

Il regno di Dio è pace che dà pace, che riconcilia e che non giudica; che abbatte muri e non alza steccati; che ha a cuore il volto dell’uomo e non si trincera dietro pregiudizi. Ecco, essere sale e luce significa illuminare e dare senso a questa nostra Storia, vivendo in pieno il presente con le sue sfide e le sue contraddizioni secondo il desiderio stesso di Dio: un mondo di armonia, giustizia e pace.

Alessandra Colonna Romano

Commento a cura di Annalisa Greco

Fonte: Comunità Kairos (Palermo)


Letture della Domenica
V Domenica del Tempo Ordinario – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

La tua luce sorgerà come l’aurora

Dal libro del profeta Isaìa
Is 58, 7-10

Così dice il Signore:

«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?

Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.

Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.

Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 111 (112)

R. Il giusto risplende come luce

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia. R.

Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R.

Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R.

Seconda Lettura

Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1 Cor 2,1-5

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

Parola di Dio

Vangelo

Voi siete la luce del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore