Commento al Vangelo di domenica 7 Luglio 2019 – Ileana Mortari (Teologa)

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Sappiate che il regno di Dio è vicino

Il brano evangelico, proprio di Luca, descrive l’invio in missione da parte di Gesù di un altro folto gruppo di discepoli, oltre ai Dodici (di cui si parla al cap.9) e il loro ritorno.

Il numero degli inviati, simbolico come quasi sempre nella Scrittura, indica totalità, che qui vediamo espressa in due direzioni.

E’ la totalità delle nazioni sulla faccia della terra, che secondo la tradizione giudaica erano appunto 72, e quindi viene sottolineata l’universalità della missione, destinata non solo a Israele, ma a tutti i popoli.

Ma è anche la totalità dei discepoli di Gesù (e dei loro successori), perché la missione non è prerogativa solo dei Dodici o di alcuni chiamati a questo compito (i “missionari”), bensì di

tutti, anche se in forme diverse; essere cristiani significa per ciò stesso essere investiti di una missione di annuncio, nei vari ambiti in cui si è chiamati a vivere la propria vocazione e a testimoniare, rendendolo visibile, l’amore del Padre rivolto a tutti gli uomini.

Il Signore designò altri 72 discepoli” (v.1); il termine “designare” rende l’originale greco, molto solenne, che indica l’investitura ufficiale di inviati “plenipotenziari”, che hanno

cioè la stessa autorità di colui che li manda; dunque un compito e una responsabilità altissimi, tanto che al v.16 Gesù arriverà a dire: ”Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me.”

Per questo l’inviato non può che riproporre lo stile di vita e il messaggio di Gesù stesso.

Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” (v.3). Pur in presenza di forti ostilità, il discepolo è disarmato, non può far uso di mezzi violenti, conta solo sulla protezione del Signore che lo

preserva dai danni del Maligno (cfr. il v.19); ed è sempre e innanzitutto uomo di pace, di dialogo, di comprensione.

La pace è appunto il grande dono che il cristiano è chiamato a comunicare (vv.5 e 6); anche qui il termine biblico, “shalom”, dice molto più della semplice assenza di conflitti: è il benessere

inteso in tutta l’ampiezza possibile, che implica la piena realizzazione dell’uomo in armonia con se stesso e con gli altri, una pienezza di vita che solo Dio può dare e che, grazie a Cristo,

è possibile per tutti. “Il Signore della pace – dice S.Paolo – vi dia egli stesso la pace, sempre e in ogni modo.” (2 Tess.3,16)

“Pace” tuttavia non significa superficiale pacifismo o illusorio irenismo. La parola evangelica è molto chiara. Se il discepolo è caratterizzato da un’illimitata disponibilità al dialogo, egli è

anche tenuto a non annacquare o sminuire il messaggio, pur di ottenere l’assenso. “Se vi sarà un figlio della pace (semitismo che significa uomo pacifico, aperto alla pace), la vostra pace

scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi” (v.5 )

Dio rispetta sempre la libertà dell’uomo, tanto da mettere in conto anche la chiusura del cuore e il rifiuto dei suoi inviati, i quali di fronte al diniego sono autorizzati a compiere lo stesso gesto dell’israelita che, tornando dall’estero, scuoteva pubblicamente la polvere dai propri piedi, per indicare la netta separazione dai pagani.

Così, dice Gesù ai suoi, non può esserci alcuna forma di compromesso tra la Buona Novella e quanto la contraddice e la respinge; e tuttavia ogni gesto del discepolo – anche quello di doverosa rottura! – è sempre accompagnato dalla carità e dalla speranza di poter un giorno riaprire il fronte del dialogo: “Sappiate però che il regno di Dio è vicino” (v.11) è infatti l’ultima parola del congedo.

L’elemento che forse più sorprende in questa “magna charta” dell’apostolo – e che invece spesso viene dimenticato – è proprio il fatto che altissime responsabilità e seri rischi (anche della propria vita!) sono accompagnati da una grande calma e dalla serena dignità del messaggero cui non è chiesto altro che di proclamare il lieto annuncio, passando subito, nel caso di rifiuto, ad altri destinatari, perchè “la messe è molta” (v.2) e soprattutto perché dietro l’inviato è Dio che opera e che realizza comunque il suo piano di amore, anche se in modi misteriosi e a noi sconosciuti.

Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.” (Marco 4, 26 -27). Non può saperlo a livello conoscitivo, ma se ne rende ben conto sul piano esperienziale, perché – come i 72 della pagina lucana – se ne torna a casa pieno di gioia!

Fonte

Letture della
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 66,10-14c

Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa tutti voi che l’amate.
Sfavillate con essa di gioia
tutti voi che per essa eravate in lutto.
Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria.
 
Perché così dice il Signore:
«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò;
a Gerusalemme sarete consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba.
La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 65 (66)
R. Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!». R.
 
«A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R.
 
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno.
 
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R.

Seconda Lettura

Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 6,14-18

 
Fratelli, quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
 
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
 
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
 
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio

Vangelo

La vostra pace scenderà su di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,1-12.17-20

 
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
 
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
 
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
 
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
 
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Parola del Signore
 
Oppure forma breve:
La vostra pace scenderà su di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,1-9

 
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
 
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
 
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
 
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Parola del Signore