Commento al Vangelo di domenica 6 Settembre 2020 – Azione Cattolica

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In questo Vangelo, Matteo affronta alcune condizioni di vita nella Chiesa, alcuni tratti essenziali della comunità di coloro che seguono Gesù. Ci viene chiesto di comportarci come sentinelle, come qualcuno che veglia, attento al minimo pericolo.
Ma se una sentinella dorme, se trascura il suo lavoro, la vita dei suoi compagni è minacciata. Però se gli altri non l’ascoltano, non è più responsabile di ciò che può accadere.

Il credente non può lasciare che un fratello continui a percorrere una strada sbagliata. A tutti si vuole dare la possibilità di convertirsi, di ritornare sui propri passi. E come aiuto Gesù ci indica un percorso: incontro a tu per tu, incontro con dei testimoni, situazione da presentare alla comunità (secondo lo stile della Chiesa primitiva nei riguardi della correzione fraterna, della gestione dei conflitti nella comunità).

La correzione fraterna, mossa prevalentemente da un forte senso di amore, non solo cambierà nei modi di essere (una cosa è essere rimproverati da chi ti vuol bene, un’altra da chi non te ne vuole), ma anche nei fini che persegue e nelle motivazioni che la sorreggono. Correggere il proprio fratello diventerà allora un modo di amarlo, cioè di prendersi cura di lui.

Nella vita, la legge civile prevede che gli sposi rispondano degli atti del loro coniuge, i genitori di quelli dei loro figli; appartenere a una stessa famiglia chiede a ognuno di farsi carico della vita degli altri, mettendo del suo per l’armonia e il benessere di tutti. Di questo ne siamo convinti, anche se non è sempre facile da realizzare.

La stessa evidenza dovrebbe saltare agli occhi di quanti nella Chiesa sono fratelli. Se i cristiani credono che lo stesso battesimo li ha incorporati a Cristo, come potrebbero tollerare che un membro sembri distaccarsi dal corpo senza esserne colpiti e senza cercarvi rimedio?
Ne va dell’autenticità della loro fede e della loro carità.

(A cura del Masci)

Custodire il fratello è innanzitutto vigilare sul proprio cuore.

Signore Gesù, tu che hai corretto e portato a te tanti peccatori,
rendici capaci di imitarti anche in questa particolare forma di carità.
Non farci cadere nel facile sbaglio di voler togliere
la pagliuzza dall’occhio del fratello,
e non vedere la trave nel nostro occhio.
Aiutaci affinché la nostra correzione fraterna
sia fatta con umiltà, prudenza e dolcezza.
Che sia preceduta dalla misericordia e non dal disprezzo.
Che sia fatta per la salvezza e non per la condanna. Amen.


Fonte

Per gentile concessione dell’Editrice AVE