Commento al Vangelo di domenica 6 gennaio 2019 – p. Giancarlo Bruni

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Nella celebrazione dell’Epifania si annodano molti significati: il pellegrinaggio dell’uomo verso la luce, Gesù luce al cammino dell’uomo, e la chiesa casa della luce di nome Gesù, data alla terra perché i cercatori della luce in essa la possano trovare, e con essa possano trovare se stessi in verità, iniziati alla conoscenza di sé come «figli della luce».

Ogni pellegrinaggio è segnato dalla speranza di pervenire all’in principio della propria origine: nati da Dio luce in Cristo luce e del proprio indicibile esserci al mondo, donati a esso come luce: «Voi siete la luce del mondo».

Epifania dunque uguale a manifestazione di Gesù luce cosmica, e di ciascuno chiamato a diventare la propria verità, cioè epifania di Cristo luce, spandendo briciole d’amore visibile da chi spera di venire alla luce.

È un ritornare alla piazza del proprio villaggio in una nuova consapevolezza, e felici nel sapere che Cristo luce può far nascere figli della luce anche dalle pietre e al di fuori di ogni chiesa.

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Mt 2, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.