Commento al Vangelo di domenica 6 Gennaio 2019 – don Fabio Rosini

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Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 6 Gennaio 2019 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

LA STELLA E LA PROFEZIA NEL CAMMINO DELLA VITA

Nella solennità dell’Epifania troviamo il Signore Gesù seguendo il cammino di un gruppo di Magi orientali. Il loro non è un percorso esoterico o segreto: i segni che li guidano sono tutt’altro che nascosti. Non c’è niente di più disponibile di una stella; chi potrebbe sottrarla alla vista? L’altro elemento decisivo della loro ricerca sono le profezie delle Scritture. Anche quello è un patrimonio comune, basta chiedere agli scribi, che rispondono all’impronta.

È proprio qui il nocciolo di questa solennità: Epifania vuol dire “manifestazione”, qualcosa che diviene palese, qualcosa che si svela. In un oracolo del profeta Isaia, Dio diceva: «Io non ho parlato in segreto, in un angolo tenebroso della terra. Non ho detto alla discendenza di Giacobbe: cercatemi nel vuoto!».

Dio è luce, non parla nelle tortuosità, non va cercato nel vuoto. La sua è la via accessibile del sublime. Cosa è insieme straordinario e cristallino? La bellezza di una stella lo è, come ogni grande spettacolo della natura. Ma anche la sapienza delle Scritture, che è rivelazione, svela la bellezza gentile della Provvidenza di Dio Padre, che è sempre all’opera per tutti e non ha preferenze di persone, Lui che «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni».

Eppure in questo Vangelo compare anche il contrario di tutto ciò nel torbido ed egocentrico personaggio di Erode, che chiama segretamente i Magi tentando di trasformarli in spie per i suoi disegni di morte.

Quale strada ci è indicata dall’Epifania? La via delle cose lineari, manifeste, senza doppi fondi. Nella via della luce, del discernimento e della sapienza si deve sempre partire da ciò che è evidente, ciò che la coscienza indica con semplicità. Diceva san Giovanni Paolo II ai giovani: «Non basatevi sui dubbi, basatevi sulle certezze». Sembra così ovvio, eppure nei percorsi interiori tante volte si accolgono i pensieri più neri, più distruttivi, quelli che minano le certezze, perché sembrano più affascinanti, più intriganti. Andiamo a caccia di luce nelle grotte, mentre i Magi guardano il cielo; camminiamo piegati su noi stessi, mentre questi sapienti si lasciano orientare dalle stelle.

DUE ESERCIZI. Seguire una stella vuol dire seguire le luci che nella nostra vita ci hanno orientato correttamente, quelle che ci hanno rimesso in piedi, le cose che ci hanno portato al bene. Un buon esercizio da fare per questa Epifania: un elenco di stelle da seguire, di buoni punti di riferimento.

Il Signore Gesù si manifesta poi nella sapienza delle Scritture, ed ecco un secondo esercizio: ricordare le profezie importanti, quelle parole buone che nella vita ci sono entrate nel cuore, quei passi della Scrittura che ci fanno bene e ci fanno rientrare in noi stessi. Ogni matrimonio, ad esempio, dovrebbe essere dotato di un elenco di stelle e di profezie che sono alla base del buon cammino. Ogni giovane dovrebbe essere aiutato a focalizzare quale sia la sua stella e la sua profezia.

Seguendo le buone luci il cammino va a buon fine, ed Erode non ci invischia nelle sue trappole.

Qui tutti i commenti al Vangelo della domenica
di don Fabio Rosini

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Leggi il brano del Vangelo

Mt 2, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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