Commento al Vangelo di domenica 4 dicembre 2016 – mons. Giuseppe Mani

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La Bibbia è il solo scritto che ci mostra l’umanità in cammino verso il nuovo. Distingue i tempi: è tensione tra una promessa e i suoi compimenti successivi. Anche Karl Marx annuncia tempi nuovi, il suo messianismo del “proletariato” è una versione secolarizzata della speranza biblica. I tempi non sono tutti identici. La prima lettura è tutta al futuro. Ci annuncia che camminiamo verso la riconciliazione. Questo polarizzare il tempo verso il futuro che viene fa di tutto un esodo, un passaggio.

Su questo cammino della storia avvengono mutazioni straordinarie : la nascita del popolo eletto, la venuta di Cristo, il suo ritorno ma anche tra queste grandi tappe il tempo non è immobile: c’è una crescita, una maturazione. Non si capisce niente della fede cristiana ne della nostra avventura personale se non si tiene davanti agli occhi questo cammino del tempo “Verso Colui che viene”. E colui che viene non c’è ancora e non si conosce neppure, è sconosciuto. Giovanni nella predicazione dice “in mezzo a voi c’è uno che voi non conoscete”. Colui che arriva sorprende sempre perché è il “nuovo”.

Mobilità necessaria. Con questo nuovo che arriva abbiamo sempre dei problemi. Come Pietro alla trasfigurazione anche noi abbiamo la tendenza a piantare tre tende in cui stare sempre. Ci sentiamo sicuri quando niente ci muove. Abbiamo dei principi, le nostre certezze e le nostre abitudini. E conseguentemente una incosciente paura di ciò che può minare questo edificio che sembra una fortezza rifugio. Nonostante siamo scontenti di noi, delusi dalla vita e da noi stessi, non osiamo però immaginare che possiamo cambiare, divenire diversi, che le nostre strade possano aprirsi, che sia possibile una nuova partenza.

Abbiamo difficoltà a credere al “nuovo” e spesso ci fa paura. D’accordo con ciò che ho detto sopra dobbiamo essere sempre in stato di “partenza” a modificarci per essere in risonanza con ciò che viene. E’ la conversione per cui lasciamo il passato e ci volgiamo verso il nuovo. I farisei sono fissati al loro passato, alla loro genealogia “Abbiamo Abramo per padre”. La fissazione al padre è antibiblica. Abramo è rivolto verso Isacco, il figlio della promessa. Il Battista ha la missione di ricondurre i padri verso i figli, cioè verso ciò che nasce, verso ciò che viene. Il figlio è l’avvenire. Il Figlio , per eccellenza, il Cristo, è l’avvenire assoluto…

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.lamiavocazione.it

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Seconda domenica di Avvento

Mt 3, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”.

Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 04 – 10 Dicembre 2016
  • Tempo di Avvento II, Colore viola
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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