Commento al Vangelo di domenica 31 dicembre 2017 – mons. Giuseppe Mani

165

Mi è capitato di sentire una bella conferenza di Massimo Cacciari in cui si raccomandava ai cristiani di salvare la Trinità perché si tratta di salvare l’unità nella diversità. A parte lo stupore di sentire di dover essere noi a salvare la Trinità anziché il contrario sono però rimasto ammirato di come avesse colto l’essenziale del modello di tutte le cose: unite e diverse. La trinità è la famiglia divina di Cristo e anche la nostra famiglia originaria , da cui deriviamo, e in cui vivremo per sempre.

Ma Gesù ha avuto anche una famiglia umana, ed è quella che festeggiamo oggi, composta da Lui Maria e Giuseppe. Una famiglia unita e composta da persone molto diverse: Dio in persona, l’Immacolata concezione e l’uomo giusto. Neppure in quella famiglia mancarono i problemi e le difficoltà soprattutto quando dovevano educare uno che “doveva interessarsi delle cose del Padre suo” rimettendo così al suo posto di padre putativo, il caro Giuseppe. La famiglia umana di Gesù, immagine più perfetta della sua famiglia divina, è il modello di tutte le famiglie umane. E’ il prototipo di tutte . La famiglia l’ha creata Dio, non l’uomo, porta l’impronta di Dio e non può essere toccata da nessuno che non voglia manomettere l’ordine della creazione. “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, maschio e femmina lo creò e disse moltiplicatevi e riempite la terra”.

L’unità e la santità della famiglia di Cristo era tutta nella presenza di Cristo: era santa perché c’era Lui, l’unico Santo ed era unita perché Lui era l’oggetto dell’amore vero che univa Giuseppe e Maria. A quella famiglia guardano i miliardi di famiglie che popolano la terra: Ogni cultura si è data una legge di famiglia che più o meno rassomigliava a quella originaria quando Gesù , con la Sua ha rivelato il modello a cui tutte avrebbero dovuto ispirarsi. Non sono mancate deviazioni ideologiche e addirittura giuridiche ma la famiglia resta quella che è uscita dalla mano sapiente di Dio. La cosa più preoccupante invece è la tenuta delle famiglie. A Roma siamo al sessanta per cento dei divorzi, cioè delle famiglie che non reggono alle difficoltà della vita e si separano. E’ ovvio che le famiglie abbiano momenti di difficoltà e di crisi: l’amore diventa adulto superando le difficoltà: L’innamoramento è una ipnosi, dice Freud, per cui se non ha superato le crisi e affrontato le difficoltà manca di allenamento alle difficoltà della vita corrente. Se l’ideale è l’unità della famiglia la sua bellezza consiste nella diversità.

Diversi i genitori che sono persone complementari e che quindi devono integrarsi attraverso l’attrito della vita quotidiana e diversi sono i figli che esprimono carismi e doti diverse che non possono essere omologate o ridotti all’uniformità, sarebbe distruggere l’opera meravigliosa del creatore che fa nuove e diverse tutte le cose. La situazione di tante famiglie è la ragione maggiore di sofferenza della Chiesa anche perché si ritengono escluse dalla sua vita attiva mentre manifestano il desiderio di parteciparvi sopratutto desiderando l’educazione cristiana dei figli. Papa Francesco non ha soltanto aperto ma spalancato le porte della Chiesa alle famiglie manifestando di riporre in esse la fiducia del futuro e la chiesa è invitata ad accogliere ogni situazione familiare, una per una, senza escludere nessuno, col desiderio di salvarle tutte. La famiglia di Nazareth è la nostra famiglia: c’è Maria nostra Madre, c’è Gesù nostro fratello e Giuseppe nostro padre putativo.

Con la preghiera possiamo entrare nell’intimità di quella casa, porre i nostri problemi e interpellare quella famiglia, discutere della nostra vita e godere dell’intimità di quella casa.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.lamiavocazione.it

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 31 dicembre 2017 anche qui.

Domenica della Santa Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe – Anno B

[better-ads type=”banner” banner=”80570″ campaign=”none” count=”2″ columns=”1″ orderby=”rand” order=”ASC” align=”center” show-caption=”1″][/better-ads]

Lc 2, 22-40
Dal Vangelo secondo Luca

 22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosé, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – 23come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. 25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, 30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31preparata da te davanti a tutti i popoli: 32luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». 33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. 39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 31 Dicembre 2017 – 06 Gennaio 2018
  • Tempo di Natale I
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO