Commento al Vangelo di domenica 30 Agosto 2020– mons. Giuseppe Mani

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Pensare secondo Dio

Ora si capisce bene perché tutte le volte che volevano farlo re Gesù si rifiutava e si ritirava in solitudine: voleva che avessero idee chiare su cosa significasse seguirlo.
Il pensiero di Dio differisce da quello degli uomini che ricercano e si confrontano alla ricerca del vero mentre San Pietro deve fare l’esperienza della rivelazione diretta del Signore che non corrisponde esattamente alle sue attese e sconvolge quelle che pensavano dovessero essere le loro relazioni con Dio.

Cristo non tiene molto presenti quelle che sono le nostre mentalità religiose.
Gesù parla chiaro ai suoi discepoli che devono metter mano alla sua sequela, come quelli della parabola che devono costruire una torre o fare una guerra devono prima far i conti per non far ridere la gente.
Dopo la professione di Pietro Gesù traccia l’orizzonte che sarà il suo: rifiuto, sofferenza, condanna a morte……..ma anche la Resurrezione.
Ma cosa significa quando dice di rinunciare a se stessi, prendere la propria Croce e seguire Gesù? San Paolo esorta i suoi fratelli a fare la duplice offerta della propria vita e di se stessi per farne un sacrificio gradito a Dio. Il Cristo cosa ha fatto oltre ad offrirsi a Dio suo Padre? Questa offerta si è realizzata nel sacrificio che Gesù ha fatto di se stesso sulla Croce, ma è stata anche l’atteggiamento costante di Gesù nella ricerca continua di fare la volontà del Padre, di fare in modo tale che i suoi pensieri fossero sempre i pensieri del Padre.
Al momento delle tentazioni il demonio proponeva a Gesù pensieri completamente diversi da quelli del Padre. Al momento dell’Agonia Gesù lotta contro se stesso perché quella che è la Volontà del Padre si compia. L’offerta non consiste di offrire qualche vittima appropriata per il culto ma di offrire se stessi. Il fondamento dell’offerta, secondo San Paolo, la vera adorazione, comincia dalla conversione: saper discernere la volontà di Dio. Si tratta di mettersi in ogni situazione in atteggiamento di ascolto, di accoglienza e di realizzazione della volontà di Dio. Da ricordare anche che per Gesù chi ascolta la sua Parola e la mette in pratica costruisce sulla roccia ed entra nel suo intimo se fa la volontà del Padre.

La reazione di Pietro dinanzi alla parola di Gesù mostra le difficoltà davanti alla realizzazione della volontà di Dio. E Gesù è tentato da colui che metterà a capo della sua chiesa. Pietro reagisce come un uomo, ed è normale: nessuno può augurare ad un amico il destino di Gesù. Pietro reagisce anche come capo della Chiesa: il Messia che si segue non può essere maltrattato e messo a morte. Sono pensieri umani che vanno convertiti in pensieri divini. Ancora oggi la Chiesa è chiamata a seguirlo, a prendere la sua Croce e camminare al suo seguito.

Una pagina interessante della spiritualità cristiana che può aiutarci ad entrare in quest’ottica si trova negli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Lojola che pone davanti una scelta proponendo la meditazione detta dei due vessilli: da una parte c’è Cristo Signore e dall’altra parte il capo dei suoi nemici che è Lucifero.
Quest’ultimo è presentato ”nel campo di Babilonia seduto su una grande cattedra di fuoco e di fumo ”orrenda e terribile”. Convoca un gran numero di demoni che manda per tutto il mondo senza trascurare nessuna provincia, luogo, stato e condizione dell’uomo ne alcuna particolare persona”. Avvolge tutti di reti e catene tentando col desiderio delle ricchezze con le quali si raggiunge il vano onore del mondo e la più grande superbia. Questo in tre gradi: la ricchezza, gli onori e la superbia e attraverso questi tre gradi Lucifero induce a tutti gli altri vizi.
Dall’altra parte è rappresentato Gesù seduto su un campo vicino a Gerusalemme in un luogo umile, bello e amabile. Sceglie molte persone, Apostoli, discepoli ecc.. e gli manda in tutto il mondo spargendo la sacra dottrina in ogni stato e condizione delle persone. Raccomanda a tutti di aiutare a ricercare la somma povertà spirituale e se, piace a Dio non meno la povertà attuale, e a desiderare il disprezzo e la derisione da cui nasce l’umiltà. Anche qui ci sono tre gradi: la povertà contro la ricchezza, l’obbrobrio e disprezzo contro gli onori mondani e l’umiltà contro la superbia; e questi tre gradi conducono gli uomini ad ogni altra virtù. Il libro degli esercizi introduce a chiedere la grazia di essere ricevuto sotto il vessillo di Cristo, di ottenere la povertà spirituale e, se Dio vuole anche la povertà attuale, a sopportare gli obbrobri e le ingiurie e di imitare Lui.
Mi sembra che Sant’Ignazio designi una pedagogia perfetta per realizzare la condizioni della sequela di Cristo: Rinunciare a noi stessi, prendere la propria croce ogni giorno e seguirlo.

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