Commento al Vangelo di domenica 3 dicembre 2017 – mons. Giuseppe Mani

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Cosa aspetti? Cosa speri? Cosa desideri? La tua risposta non può essere superficiale ma devi scrutare la profondità della tua anima per leggere le più profonde aspirazioni del cuore umano alle promesse di Dio. Non è un’operazione facile soprattutto quando siamo passati attraverso tante delusioni. Può essere che l’esperienza della vita abbia rubato la speranza.

Rari sono gli uomini pienamente soddisfatti della loro vita. La maggior parte desidera cambiare le situazioni provvisorie e contingenti in cui vive. Soltanto alcuni privilegiati sanno guardare più in grande: c’è la questione dell’ingiustizia e da creare una società migliore.

E’ legittimo sperare quando tutto sembra orientato a peggiorare la situazione umana? Si parla addirittura di una guerra nucleare. Sarà possibile cambiare il mondo, realizzare quel piano di giustizia e di pace che è l’oggetto più profondo dei nostri desideri e che corrisponde al piano di Dio?

La Bibbia è piena delle proteste di Israele contro i silenzi di Dio. Il nostro Vangelo va ancora più lontano: parla dell’assenza di Dio e noi, eccoci abbandonati a noi stessi. In effetti Israele protesta quando le cose vanno male e si rivolge agli idoli “all’opera delle proprie mani”. Prodotto e consumo in linguaggio moderno.

Questa attesa non è caratterizzata dalla disperazione ma dalla speranza. Dio non ci darà una mano per risolvere i nostri problemi o manderà qualcuno ad aiutarci ma verrà Lui personalmente. Si metterà al nostro fianco per andare avanti e costruire il futuro. Gesù è venuto una prima volta a Betlemme e tornerò alla fine dei tempi ma tra queste due venute viene continuamente a condividere con noi le fatiche della vita, a garantirci che il nostro lavoro non sarà vano e le nostre speranze non saranno deluse. Dio viene e si mette all’opera con noi.

“Il regno di Dio è dentro di voi”. Dio viene nel cuore di ciascuno ma, ovviamente va accolto nella fede, percepita la Sua Presenza per camminare in sua compagnia. “Dio abita per la fede nei vostri cuori” e siccome il cuore è il motore di tutta l’esistenza è proprio lì che agisce per renderci pieni di speranza e attivi nel costruire quel Regno che poi à il compimento di tutti i nostri desideri.

Nel nostro cuore prolunga il Natale e anticipa la fine dei tempi.
Mentre diciamo “Vieni Signore Gesù” Lui è alla nostra porta e bussa.
Il cristiano è colui che ha scoperto la presenza di Cristo e condivide con Lui la propria vita. Il tempo di avvento è l’occasione per ritrovare la verità della sua Presenza e con Lui realizzare ciò che speriamo e porre segni di speranza per ogni uomo.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.lamiavocazione.it

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I Domenica di Avvento – Anno B

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Mc 13, 33-37
Dal Vangelo secondo Marco

33Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. 34È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 35Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; 36fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 03 – 09 Dicembre 2017
  • Tempo di Avvento I
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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