Commento al Vangelo di domenica 25 Novembre 2018 – mons. Giuseppe Mani

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Il potere. L’espressione Cristo Re è un pleonasmo ma significa che il Cristo d’Israele prende un potere universale sull’umanità e la natura a cui l’umanità è legata. Niente di più pericoloso della possibilità data agli uomini di pesare sulla libertà degli altri e di dirigerli. Per quale diritto? A che titolo?

Da sempre sono stati inventati i sistemi per designare i detentori di autorità: eredità, elezione…. perché l’autorità sembra indispensabile per scongiurare i rischi della violenza nati dalla competizione selvaggia. Ciascuno in affetti aspira a qualche potere perché, oltre ad altri vantaggi assicura l’importanza, il valore e un posto centrale di riguardo. C’è dunque una ricerca di potere. Un uomo politico diceva che una volta che uno ha gustato il potere non può più farne a meno.

E’ droga che fa dimenticare all’uomo la sua fragilità. La ricerca del potere per se stesso è viziosa perché ciò che giustifica il potere è la “diversità,” la “disuguaglianza”, cioè a dire la superiorità e questa superiorità deve essere reale: più cultura, più intelligenza, più capacità di decisione. Tutto questo può giustifcare che uno esercita un potere sugli altri, almeno provvisoriamente e se questo potere è accettato. Tutti noi esercitiamo dei poteri, in virtù delle nostre competenze o delle nostre responsabilità. Poter familiari, professionali ecc.

Qual è il potere di Cristo?

Gesù disse a Pilato che il suo Regno non è di questo mondo. Questo significa che non gli è stato conferito dagli uomini: non lo ottiene nè da una nazione né dai capi dei sacerdoti; ciò significa che non l’esercita come ordinari sovrani: non ha né guardie né armi e non fa “sentire il suo potere”. Infine questa regalità non è dello stesso genere delle altre, non è impegnata a sopprimere la violenza possibile tra i rapporti umani manifestando una potenza superiore che può dominarli. Il potere di Cristo si esercita sopprimendo nell’universo la radice stessa della violenza; intendendo la violenza in senso largo: il tentativo di sostituire la nostra volontà alla volontà altrui. Come può regnare senza imporsi? Gesù lo dice a Pilato: “lo sono venuto a rendere testimonianza alla verità”.

Ma cos’è la verità? In un senso è Dio stesso, lui stesso, ma si può essere più precisi: per l’uomo la verità è ciò che lo fa esistere realmente, ciò che è nel senso della creazione. Al contrario la menzogna è ciò che devia da una strada sicura e immette in un ingorgo. C’è così una connivenza tra l’uomo e la testimonianza di Cristo: la verità si impone(potere) perché è la via stessa dell’uomo. Paolo dice:”Noi non abbiamo potere che per la verità”. Una verità che supera colui che l’annuncia.

Ciò che giustifica il potere di Cristo è la superirità assoluta di Dio. La presa del potere. Da una aprte, ed è fondamentale, il Cristo prende il potere attraverso una dimostrazione: sottomettendosi alla violenza (sottomissione che è il contrario del potere) dimostra che il vero potere non è il potere – dominio. Dimostra la vanità e la perversità della condotta di chi vuol disporre degli altri. Questa “umiliazione” di Cristo è presentata da Giovanni come una “elevazione”: il Cristo Crocifisso è elevato da terra e tutti guardano a Lui. Attira tutti gli uomini perché la verità attrae tutto ciò che in noi c’è di vero. Perché la parola “dimostrazione”?

Perchè Gesù mette davanti agli occhi, a nudo, il peccato dell’uomo, la sua menzogna e la verità dell’amore che è contro la violenza. Egli non ci impone la verità ma ci mostra gli atteggiamenti di violenza che sono il contrario della verità, dunque un non senso; e mostra la verità e “tutti coloro che sono dalla verità ascoltano la sua voce” e si fanno suoi discepoli. Tale è la Regalità di Cristo che non assomiglia a nessuna altro perché si presenta sotto la figura del contrario della regalità.

Il Signore è colui che si fa servitore e non può essere signore che colui che si fa servo.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.giuseppemani.it

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B
NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Solennità

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 25 Novembre 2018 anche qui.

Tu lo dici: io sono re.

Gv 18, 33-37
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 25 Novembre – 01 Dicembre 2018
  • Tempo Ordinario XXXIV
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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