Commento al Vangelo di domenica 24 Novembre 2019 – p. Alessandro Cortesi op

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“Il Signore disse a Davide: tu pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele. Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele”

Il 2 libro di Samuele, uno tra i libri storici del Primo testamento narra un passaggio critico nella storia di Israele. Si fa strada poco alla volta, tra le tribù stabilizzate nel sud della Palestina l’esigenza di avere un re, capace di comandare come negli altri popoli. Israele è popolo che ha le sue radici nella fede di Abramo chiamato a partire e ad andare seguendola chiamata di Dio; nell’esodo poi trova l’evento fondante della sua vita nel cammino di liberazione dall’Egitto. Ora in Canaan sorge un nuovo desiderio di avere un re. E’ un passaggio compiuto non senza polemiche e dibattiti. I popoli vicini conoscevano questa forma di governo: gli egiziani, gli hittiti, gli assiri, gli aramei, avevano occupato la scena del mondo medio orientale. Attorno al 1000 a.C. prima Saul poi Davide, in seguito alla sua opera di unificazione delle varie tribù e di organizzazione politica, furono scelti per essere re in Israele dando così inizio al periodo della monarchia.

Ma in Israele il re ha un profilo che lo distanzia dai modelli di capo politici e religiosi di altri popoli. L’unico re di Israele rimane Jahwè: il re non è perciò un capo che possa dominare e tanto meno una presenza divina da adorare e a cui rendere il culto come ad una divinità (si pensi alla figura dei faraoni nel mondo egiziano). Il re è pastore chiamato a guidare il popolo, in rapporto alla voce dell’unico Dio. Per questo il re è unto, investito di un mandato a procurare per tutti la pace e il benessere: in quanto portavoce di Dio dovrà porre innanzitutto attenzione al povero alla vedova e al forestiero, perché Dio si preoccupa dei più indifesi.

Alla figura del re si collega il movimento della speranza che il messia, l’unto che porterà liberazione e pace, sarà proprio un re. I profeti richiameranno contro i re infedeli a questo orizzonte denunciando tutte le situazioni in cui il regno viene inteso come dominio e allontanamento dalla fede in Jahwe.

Quando Gesù viene crocifisso l’accusa politica è quella di essersi fatto re: “i soldati lo schernivano e gli si accostavano per porgergli l’aceto e dicevano: se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso’. C’era anche una scritta sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.” Al contrario dello scherno dei soldati il malfattore sulla croce accanto a Gesù gli presenta una preghiera: ‘Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno’. Al termine della vita di Gesù, nell’ora della croce, Gesù stesso manifesta come compie in modo paradossale la attesa del regnare di Dio. Gesù sta vicino a persone che sono gli ultimi, due malfattori: tutta la sua vita è stata un andare incontro ad esclusi e marginali. Mentre viene sfidato a porre gesti di potenza spettacolare, Gesù accoglie la preghiera di chi gli chiede ‘ricordati…’. L’ultimo gesto della sua vita è accoglienza e liberazione. Luca fa scorgere come Gesù sia un re diverso: non spadroneggia, non manifesta onnipotenza e forza, ma è inerme. Regna dalla croce. Il suo trono regale è il luogo dell’umiliazione dove vivere la dedizione e il servizio fino alla fine. La sua parola di perdono è parola creatrice: ibera dalla morte e fa entrare nel paradiso, il giardino (termine di origine persiana) dell’incontro con Dio. Il suo regno è dono e va accolto nella responsabilità a scorgere nella storia i segni della sua presenza e del suo crescere.

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p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘santa Caterina da Siena’ a Firenze. Direttore del Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ a Pistoia. Socio fondatore Fondazione La Pira – Firenze.

Letture della
XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – NOSTRO SIGNORE GESÚ CRISTO RE DELL’UNIVERSO – ANNO C – Solennità

Prima Lettura

Unsero Davide re d’Israele.Dal secondo libro di Samuèle

2 Sam 5,1-3

In quei giorni. vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”».

Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 121 (122)

R. Andremo con gioia alla casa del Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! R.

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. R.

Seconda Lettura

Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Col 1,12-20

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.

È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre

e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,

per mezzo del quale abbiamo la redenzione,

il perdono dei peccati.

Egli è immagine del Dio invisibile,

primogenito di tutta la creazione,

perché in lui furono create tutte le cose

nei cieli e sulla terra,

quelle visibili e quelle invisibili:

Troni, Dominazioni,

Principati e Potenze.

Tutte le cose sono state create

per mezzo di lui e in vista di lui.

Egli è prima di tutte le cose

e tutte in lui sussistono.

Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.

Egli è principio,

primogenito di quelli che risorgono dai morti,

perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.

È piaciuto infatti a Dio

che abiti in lui tutta la pienezza

e che per mezzo di lui e in vista di lui

siano riconciliate tutte le cose,

avendo pacificato con il sangue della sua croce

sia le cose che stanno sulla terra,

sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio

Vangelo

Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 23,35-43

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».

Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».

E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Parola del Signore