Commento al Vangelo di domenica 24 Maggio 2020– mons. Giuseppe Mani

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“Io sono felice, felice, felice, perché oggi Gesù è felice” Scrive Charles de Foucauld nel commento al Vangelo della festa di oggi. Ed abbiamo anche noi la ragione di essere felici perché oggi una natura umana come la nostra è stata assunta nella gloria delle divinità. Nelle Trinità c’è una natura umana come la mia. Oggi è l’esaltazione della natura umana.

La seconda Persona della Trinità beata si è incarnata, cioè ha assunto una natura umana, è vissuto in mezzo a noi come semplice operaio, si è umiliato fino alla morte e alla morte di Croce e per questa umiliazione è stato esaltato e con Lui tutta la natura umana è stata elevata ad uno stato glorioso fino a far dire a San Paolo che in qualche maniera anche noi siamo già , con Lui, assisi alla destra del Padre. In effetti Gesù è il Capo e dov’è il Capo sono anche le membra perché niente ci può separare da Lui.. Se Egli è salito al cielo non è per abbandonarci sulla terra ma per prepararci un posto nel cielo.

Oggi si realizza quello che Gesù ha detto su di noi : se siamo ancora in questo mondo noi non siamo più di questo mondo ma come dice San Paolo “ la nostra conversazione, cioè tutto di ciò di cui dobbiamo essere occupati è nei cieli.. la Vera vita non è ciò che i credenti vedono intorno a loro e che per I non credenti rappresenta l’unico interesse; ma quella di essere con Cristo in Dio.

Tutto il problema della vita cristiana è di realizzare concretamente nella vita di ogni giorno cosa sia la apparente banalità della vita, come ci insegna a pregare la chiesa” che i nostri cuori siano fissi , tra le vicende di questo mondo, dove sono la vere gioie”.
È una verità che non dobbiamo mai dimenticare: il male si allontana con il bene.
Perché i nostri cuori siano preservati dalle sozzure del mondo bisogna riempirli delle cose di Dio. Se vogliamo purificare il nostro cuore delle cose del mondo e arricchirlo di quelli di Dio bisogna sopratutto vegliare sui nostri pensieri. Se vogliamo pensare a Lui dobbiamo rivolgere il pensiero a Lui. Questo vuol dire esercitare la fede che ci fa vedere le cose che abitualmente non vede e Colui che le rende possibili : Gesù Cristo Signore.

La fede ci trasporta la dov’è oggi è Cristo ma dove saremo anche noi perché la’ è la vera patria.
Interroghiamoci oggi se siamo davvero persone di fede, persone attente al fatto che
Gesù Cristo siede alla destra del Padre e che ci aspetta perché ci ha preparato un posto. Siamo dei sedotti dalle cose di quaggiù o, pur impegnati nel mondo, abbiamo “la dinamica del provvisorio” che ci rende liberi dinanzi alle cose che passano e fissi in Dio che resta?

Attraverso la pandemia causata dal virus Dio vuole insegnarci la fragilità e l’ inconsistenza delle cose umane. Sembra quasi blasfemo affermare questo dal momento che crediamo che tutto è creatura di Dio, il rischio che corriamo è quello di dimenticarci che tutto ciò che ci circonda è effimero e a servizio dell’ uomo non per diventare padrone dell’uomo.

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