Commento al Vangelo di domenica 31 luglio 2016 – mons. Giuseppe Mani

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Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.lamiavocazione.it

“Vanità delle vanità, tutto è vanità” Parla così un saggio che ha preso la misura delle cose. Più che rivelazione di Dio è la conclusione di chi tiene gli occhi aperti sul mondo e sul corso delle cose. Più tardi, una saggia che non aveva la fama di essere un disfattista dirà “Nulla ti turbi, nulla ti sgomenti, tutto passa Dio solo resta”. Sono le celebri parole, mille volte ripetute e cantate, di Santa Teresa d’Avila, tonica riformatrice del Carmelo. Non si può ignorare la fragilità del mondo. La sua consistenza non può essere considerata un assoluto indistruttibile.

[ads2]L’insegnamento di questa domenica non è in qualche maniera disfattista e neppure orientativo di una visione pessimistica del mondo. La Genesi ci dice che Dio, tutto ciò che ha fatto e lo ha consegnato alle mani dell’uomo, è “buono” anzi”molto buono”. L’invito al distacco che oggi ci viene proposto è messo in prospettiva col desiderio dell’uomo.

Sappiamo per esperienza che il desiderio è potente. Desiderare di vivere, di crescere, di gioire di possedere, d’avere potere, di dominare……Questo desiderio non può essere lasciato senza dominio perché porta sicuramente alla rovina. Basta dare un colpo d’occhio al nostro mondo per renderci conto di questa verità. Ma non c’è soltanto l’intensità del desiderio ma anche l’oggetto di esso che attraverso la concupiscenza si orienta a tutti i beni terreni. L’accecamento sulla loro caducità, i loro limiti, la loro incapacità a soddisfare autenticamente il cuore dell’uomo spinge ad un ingorgo passeggero di beni , di piacere e di potere. Così pieno di illusioni l’uomo perde di vista ciò che ha in comune con i beni: la finitezza, la friabilità, e la stessa caducità.

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XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Lc 12, 13-21
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 31 Luglio – 06 Agosto 2016
  • Tempo Ordinario XVIII, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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