Commento al Vangelo di domenica 24 dicembre 2017 – mons. Giuseppe Mani

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Dove è Dio? Era anche il problema di Israele. Dove si può incontrare? Dove si può trovare? Il punto di riferimento, il luogo dell’appuntamento di Israele era l’Arca dell’Alleanza che conteneva le tavole della legge, segno della Parola sempre presente. Ma Israele, dopo l’epoca del nomadismo si era fermata ed era idea di David di fare una dimora stabile per Dio. Ma Dio fa capire a David che non vuol fissarsi nè localizzarsi. David non farà una casa per Dio ma sarà Dio che farà una casa per David dove abiterà stabilmente “sarà stabile per sempre”. Lasciamo da parte il tempio che Salomone, il Figlio di David farà costruire. E’ importante capire quale sarà la casa di Dio: sarà la linea di David, la sua discendenza. Dio non si localizzerà fuori dell’uomo, davanti o dietro ad esso ma in esso. E la discendenza di David è Cristo. Ecco il luogo in cui noi possiamo trovare Dio. Luogo che ricapitola tutti gli uomini.

La risposta di Dio alla vecchia questione di Israele è dunque Gesù Cristo. Possiamo rimanere sconcertati rinunciando ad una localizzazione geografica. Dio non è più a Gerusalemme che altrove, alla Mecca o a Roma. E nelle istituzioni, nelle organizzazioni ? Nelle pratiche? Nello Yoga? Nello zen? Nella contemplazione, nella liturgia? Perché no! Se Gesù Cristo è là è ovvio che c’è Dio Ma c’è se noi ce lo portiamo. Dio è con noi, ed è inutile andare a cercarlo sotto un’altra forma. Ma al dubbio degli Israeliti: Dio è veramente con noi!? Con Gesù ci è data la risposta. E’ ciò che noi celebriamo per Natale. La sua dimora è nell’uomo, nell’uomo in tutta la sua debolezza originale: la presenza di Dio comincia da un bambino, da un’infanzia. Germe e promessa di avvenire, grano gettato in terra. Ci vorrà tutta la storia perché Gesù raggiunga la sua statura perfetta (il momento del ritorno di Cristo). Ma ciò che avviene per la storia del mondo avviene anche nella nostra storia personale: il Cristo è quella parola minuscola e fragile che vive in noi come un bambino nel seno della madre. Dio si mette sotto la nostra protezione.

L’annuncio fatto a Maria. Ecco la Parola che viene a prendere carne nel mondo. Non viene in maniere improvvisa: Gesù si iscrive nella linea di David: viene tra noi per dare la risposta finale della dimora di Dio. Ma c’è anche una novità tale che Maria reagisce con la paura. La vecchia paura dell’uomo dinanzi a Dio: paura di Israele quando Dio viene a dare la sua legge, la sua Parola, sul Sinai. Paura dinanzi all’enormità della promessa.
Il Vangelo dell’annunciazione ci descrive il passaggio obbligato di ogni credente dinanzi a Dio.: la trasformazione che deve effettuarsi. Maria passa dalla paura alla fede e si mette nelle mani di Dio. Di un colpo si apre una storia nuova per l’umanità. “Il Signore è con te” dice il saluto.
E’ questa Parola che Maria accetta di credere. Si! Dio è veramente con noi: si chiama Gesù.

Per contemplare nella vigilia del Natale la pagina dell’annunciazione possiamo leggere quanto ha scritto nel suo ultimo libro Massimo Cacciari “Generare Dio” che consiglio come regalo del Natale. “Il primo movimento, quello del turbamento e della paura, nessuno l’ha rappresentato e pensato in modo più indelebile di Simone Martini nell’Annunciazione adesso agli Uffizi. Ben ferma nella sua scranna, e pur quasi in atto per la meravigliosa eleganza e leggerezza della figura di sollevarsi in volo, la fanciulla innamora l’Angelo “Innamorato si che par di foco” che le è di fronte inginocchiato e a un tempo si ritrae turbata, accigliata, severa…… L’Angelo la prega; la sua parola è un canto di omaggio e preghiera. La Vergine osserva, medita , dubita…” Continuare a leggere a pag 19 del testo di M. Cacciari.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.lamiavocazione.it

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IV Domenica di Avvento – Anno B

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Lc 1, 26-38
Dal Vangelo secondo Luca

26Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». 29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». 34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 24 – 30 Dicembre 2017
  • Tempo di Avvento IV
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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