Commento al Vangelo di domenica 23 Settembre 2018 – don Fabio Rosini

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Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 23 Settembre 2018 – venticinquesima domenica del Tempo Ordinario – Anno B, dai microfoni di Radio Vaticana e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

VIVERE COME BAMBINI NELLE BRACCIA DEL PAPÀ

«Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». In genere siamo colpiti dalla prima parte di queste parole, quella tragica, e lasciamo andar via l’annuncio della Risurrezione. Ma in un viaggio quel che conta è la destinazione, non il tragitto di per sé. Un percorso – non importa quanto interessante o comodo sia – che ‚finisce nel disastro o nella morte, è un viaggio sbagliato. Invece la via buona è quella che porta alla vita, e può implicare dolore e austerità. La strategia di Dio conduce attraverso la realtà, talvolta anche molto amara, alla vita piena. Come il parto, che in sé è doloroso ma è l’inizio della vita. I discepoli, non comprendendo l’esito, non accettano il tragitto che Cristo prospetta. Infatti negli annunci di Gesù del suo percorso verso la risurrezione c’è regolare reazione di estraneità e rifiuto.

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Nel nostro caso troviamo un tipo ben preciso di incomprensione da parte dei discepoli: mentre Gesù aveva parlato loro della sua umiliazione in obbedienza al Padre, della sua sofferenza che conduce alla vita, loro si erano messi a discutere su chi di loro fosse il migliore. È uno scontro frontale tra due visioni estranee.

La mentalità umana è, per l’appunto, umana, e quindi fragile e minacciata dal nulla; patisce per natura la paura della sofferenza e del vuoto. Questo terrore primordiale impone di vivere difendendo la propria incolumità e cercando di assicurare la propria identità. Questo porta all’orrore di essere secondari e la discussione tra i discepoli su chi sia il più grande nasce da questa mentalità. Il desiderio di vincere, di essere il primo, di essere il più grande, è lo sforzo di esorcizzare la miseria del nostro essere.

Se non guardo a Dio e non mi abbandono al suo amore, allora devo trovare altrove il mio spessore, creando classi‚ficazioni in cui mi dimostro, in un modo o nell’altro, al di sopra di qualcun altro. E così gareggio, o sparlo dei rivali, o mi ossessiono sui miei risultati. Questo di certo non porta alla vita vera.

IL SEGRETO DI CRISTO. Cristo non ha bisogno di queste strategie perché la sua esistenza è radicata nel Padre che è la vita. Il suo segreto è sapere che la vita viene dal Padre e a Lui ritorna. Gesù dice: «Il Figlio dell’uomo sarà consegnato nelle mani degli uomini», ma sa che non è soggetto in modo permanente alle mani degli uomini ma a quelle di Dio. Gli uomini potrebbero ucciderlo, ma il Padre lo restituirà di nuovo alla vita.

Dobbiamo lasciarci inondare da questa luce. Il Padre non ci abbandona, e il sentiero della vita non è quello dell’ossessione del vuoto, ma un percorso in cui il vuoto diventa il luogo dell’abbandono alla Provvidenza.

Consegniamoci a Dio nelle cose che ci causano angoscia, riconoscendo che le pulsioni della rivalità e dell’autoaffermazione sono scorciatoie che non conducono da nessuna parte.

Si tratta di vivere come bimbi nelle braccia del papà, come «il Figlio unigenito, che è sul petto del Padre» (Gv 1,18).

 

Qui tutti i commenti al Vangelo della domenica
di don Fabio Rosini

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 23 Settembre 2018 anche qui.

Il Figlio dell’uomo viene consegnato…

Mc 9, 30-37
Dal Vangelo secondo Marco

30Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». 32Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. 33Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 23 – 29 Settembre 2018
  • Tempo Ordinario XXV
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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