Commento al Vangelo di domenica 23 Agosto 2020– mons. Giuseppe Mani

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Per voi chi sono io?

Qualcuno ti ferma per strada, in metropolitana o meglio ancora mentre vai a Messa la domenica e ti chiede: Chi è Cristo? Risponderai come gli apostoli facendo un riferimento alla storia. Cristo è un personaggio storico talmente affascinante da dividere la storia in due: prima e dopo di Lui.

Si ma è sempre un uomo del passato! Cristo è un filosofo che ha capovolto il modo di pensare e di agire, si come tanti uomini hanno cambiato la vita a seguito di Socrate di Platone o di Nietzsche. Cristo è uno che da 2000 anni è seguito da milioni di uomini e di donne, non tutti matti, ma hanno fatto un gran bene all’umanità.

Poi ti accorgi che chi ti interroga è lo stesso interessato: è Cristo stesso. “Per te, chi sono io?”. E’ la domanda fondamentale della vita, è come se ti fosse stata chiesta la carta di identità perché “Essendo stati creati ad immagine di Lui” il tuo rapporto con Cristo rappresenta la tua reale identità. L’uomo vale il suo rapporto con Cristo. Lui è l’unico modello su cui possiamo misurarci, e siccome è un modello irraggiungibile, per questo è modello, la vita è un tendere continuo al sempre “Più” al “magis” per raggiungere quella perfezione che è Lui solo.

Gesù insiste: “Chi sono io per te?”. La vera confessione di fede non emana mai dall’uomo solo come disse Gesù a Pietro dopo che ebbe risposto a questa domanda : “non è la carne e il sangue che te lo hanno rivelato ma il Padre mio che è nei cieli”. San Paolo dice che “Nessuno può dire che Gesù è il Signore se non con lo Spirito Santo” (1Cor 12,3) e ricorda anche che la prova che i cristiani sono figli di Dio è nel fatto che Dio ha inviato nei loro cuori lo Spirito del suo Figlio che grida “Abba, Padre (Gal 4,6). Allora la risposta che darai a Gesù non è frutto soltanto della tua ricerca o di una tradizione che hai ricevuto ma il dono che lo Spirito Santo ha fatto in te della conoscenza di Gesù Cristo tuo Salvatore.

“Chi sono io per Te?” E’ la domanda fondante la tua esistenza, quella che sostiene la tua morale personale, la ragione per cui tu sei o meno nella Chiesa e l’argomento della tua evangelizzazione. Volendo o non volendo tutti siamo degli evangelizzatori nel senso che siamo dei testimoni di quanto personalmente abbiamo conosciuto, acquisito, metabolizzato di quest’Uomo che è la ragione di essere di tutto il creato e di ogni persona.

Qualunque sia il tuo posto nella chiesa sei chiamato soprattutto a svolgere il compito di evangelizzare perché avendolo ricevuto “sei debitore verso tutti del Vangelo” e il Vangelo che annunzi è essenzialmente Lui , Cristo Gesù; non c’è nessun altro argomento di cui tu possa parlare se non riferendoti a Lui.

Rispondi: “Chi è Gesù per te?”. San Francesco avrebbe risposto “Il mio Dio e il mio Tutto”. Madre Teresa avrebbe risposto “E’ il Crocifisso che ha sete e io faccio di tutto per dissetarlo”. Wojtyla “Sei Tutto e sono Tutto Tuo”. E tu cosa rispondi? Pensaci, ascoltati dentro e poi rispondi poi confronta la tua risposta con quella della Chiesa, custode della vera fede di Cristo che raccoglie la fede dei martiri, dei teologi, dei santi, dei piccoli e dei poveri, praticamente tutto il lavoro dello Spirito Santo nel cuore dell’uomo e ce lo propone come paradigma della vera fede. Solo Lei può fare sintesi delle verità rivelate, solo Lei possiede la fede su cui Gesù ha fondato la sua chiesa: quella di Pietro.
Nella misura in cui la nostra risposta si avvicinerà a quella di Pietro nella Chiesa siamo nella Verità, in quella verità che non verrà mai meno perché abbiamo la certezza sulla Parola di Gesù che le porte degli inferi non prevarranno mai.

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