Commento al Vangelo di domenica 20 Settembre 2020 – Mons. Antonio Interguglielmi

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La generosità, l’abbondanza dei doni di Dio, tante volte possono disorientarci, così come Gesù disorientava i suoi contemporanei: possiamo stare nella Chiesa, ma conservando una mentalità lontana dall’amore di Dio, considerando la fede come questi lavoratori di cui parla Gesù nel Vangelo di questa domenica: con una mentalità economica mondana.
Possiamo fare tante opere sociali con l’atteggiamento di chi svolge un lavoro, e non vive una Grazia. Deve fare delle cose, è tenuto ad un dovere faticoso, che merita dunque la “giusta retribuzione”. Tanta fatica va ricompensata, chi ha più servito deve ricevere di più! Mentre chi non fatica come me, che abbia di meno, che non abbia la mia ricompensa!

Il Signore non ragiona così! “Molti degli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi”, conclude Gesù nel Vangelo, perché non si ricompensa la fatica, ma la risposta ai doni di Grazia che Lui concede. Questo spirito di “pretesa” davanti al Signore, nulla ha a che vedere con la fede, non fa parte della logica di Dio, perché tutto è Grazia, a cominciare proprio dal dono della Fede.

La ricompensa ci arriverà dal Signore: come scriveva Etty Hillesum, dentro di ciascuno di noi spesso affiora la domanda su chi ci ringrazierà, chi ci ricompenserà…«Dio lo farà, senz’altro», rispondeva la scrittrice olandese vittima dell’olocausto ad Auschwitz «Queste parole, forse – “Dio te ne ringrazierà” –potranno trasformarsi in salvezza».

Ad ogni uomo Dio concede nella sua vita delle Grazie: forse a te ne sono state date tante, ma a quante di queste hai risposto veramente? Quel fratello che tu stai giudicando, che ritieni lontano dalla Salvezza, ne ha ricevuta una sola, ma a quella ha detto sì, l’ha accolta come i lavoratori dell’ultima ora, che non hanno nessuna colpa per essere stati chiamati per ultimi.

Il Signore non esclude nessuno. C’è chi viene chiamato da bambino, chi già da adulto, magari dopo aver trascorso una vita di lontananza e di sbagli: ma per tutti c’è la stessa ricompensa. Il soldo, che rappresenta la Vita Eterna.

Col Signore non contano le raccomandazioni, le conoscenze; per Lui conta il cuore, il desiderio di lavorare nella Sua vigna, un desiderio che hanno tutti quei lavoratori che stanno aspettando la Sua chiamata, perché tutti gli uomini, anche quelli che sembrano più lontani dalla fede, nel loro cuore stanno cercando la vita “vera”.

Chi non ha ancora conosciuto questa gratuità dell’Amore di Dio, non ha conosciuto Gesù. Non comprende questa generosità, questo amore che non guarda alla giustizia ma alla Salvezza di ogni uomo: una generosità immensa, che nessuno di noi merita davvero, e quindi la può riceve soltanto come un dono.


AUTORE: Mons. Antonio Interguglielmi
FONTE: RGA Web radio cattolica
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