Commento al Vangelo di domenica 20 settembre 2015 – Azione Cattolica

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XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 20 – 26 Settembre 2015
  • Tempo Ordinario XXV, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo B | Anno I, Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

Commento

[ads2]Ogni volta che Gesù entra nel discorso della Passione, i discepoli si spaventano, fanno i sordi e si mettono a discutere su chi di loro sia il più grande. Questo è un segno di paura.
Gesù vuole servire, loro pensano solo a comandare! L’ambizione li conduce ad assumere un ruolo di prestigio a fianco di Gesù. Anche in noi, discepoli di oggi, è forte il desiderio di un ruolo di prestigio.
La grande preoccupazione di Gesù è formare i suoi discepoli perché abbiano a capire che Lui deve essere consegnato e condannato a morte. I discepoli lo ascoltano, ma non capiscono ciò che dice sulla croce. Tuttavia non chiedono chiarimenti. Hanno paura che Gesù li metta da parte, che non possano più occupare il ruolo da protagonisti.
E Gesù, fine pedagogo, una volta arrivati “a casa” chiede loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?».Silenzio assoluto. È il silenzio di chi si sente scoperto, «per la via, infatti, avevano discusso tra loro chi fosse il più grande».
La mentalità della competizione e del prestigio si insinua in molti. Gesù dice di essere il Messia Servo e loro pensano a chi deve occupare il posto più importante.
Gesù risponde con la sua vita: «Se uno vuol essere il primo sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti!Il potere deve essere usato non per il prestigio e il dominio, ma per servire». E per aiutarli li richiama a guardare ai bambini: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma Colui che mi ha mandato».
Non basta dire “seguo Gesù”, è necessario mettere in pratica il suo stile, per questo i discepoli “seguono” il maestro e vivono con lui, ventiquattro ore al giorno. Impariamo a stare con lui, ventiquattro ore al giorno, e lasciare che il suo modo di vivere diventi il nostro stile di vita.

Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

Sebbene questa missione ci richieda un impegno generoso, sarebbe un errore intenderla come un eroico compito personale, giacché l’opera è prima di tutto sua, al di là di quanto possiamo scoprire e intendere. Gesù è «il primo e il più grande evangelizzatore». (EG12)