Commento al Vangelo di domenica 2 Dicembre 2018 – mons. Giuseppe Mani

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E’ l’ora di svegliarci! L’uomo è grande non solo per quel che è capace di fare ma per quel che è capace di “divenire”. Siamo come dei bambini che possiedono la fede ma è come se non la possedessero. Hanno ricevuto la fede teologale nel battesimo ma devono fare l’atto personale di adesione e di impegno che gli fa incontrare veramente il Dio Vivente. Per noi la fede esige l’accoglienza dell’Essere che ci farà realizzare tutte le nostre possibilità.

L’uomo è strutturalmente aperto a Dio perché è creatura ed è aperto a tutto ciò che è già presente in lui. L’uomo è libero di aprirsi o di chiudersi a Dio. La fede è accoglienza e apertura, l’incredulità è rifiuto. Tocca a noi aprire le porte della nostra libertà: Vieni Signore Gesù! La fede è accoglienza. Accoglienza di Dio che ci appare esternamente e interiormente. Esternamente attraverso il Vangelo con cui Dio ci parla e interiormente, accogliendo il “Maestro Interiore”, la voce di Dio che parla al cuore nella nostra coscienza. La fede è sempre accoglienza di Gesù Cristo. Accoglienza della luce. La fede è accoglienza della luce e della verità: quella proclamata nella Chiesa, quella della Grazia di Cristo che illumina l’intelligenza. La luce abbagliante di Cristo che è la verità infinita per vedere il giorno che intanto impariamo ad intravedere.

E’assuefarsi ad un vedere interiore: “La fede possiede i suoi occhi” diceva Sant’ Agostino. Accoglienza dell’Amore. La luce non è una verità astratta. Credere è sempre credere ad un Dio personale, ad una persona a Gesù Cristo e soprattutto credere al suo Amore. Credere è accogliere un amore che inizialmente è l’apertura ad una promessa di amore che sorpassa ogni immaginario umano, è l’inaugurazione di una amicizia infinita, umana e divina tra l’uomo e Dio stesso fino alla morte. Accoglienza della libertà. Credere è apertura al vangelo che è la Buona Novella, la promessa del Regno, la Beatitudine, la Ri-creazione, la Trasfigurazione. Questa accoglienza è dolorosa come una nascita difficile. Il vangelo infatti si oppone a tutte le forze del peccato: il denaro, il piacere, il dominio, l’indipendenza assoluta della libertà.

La difficoltà a questa accoglienza è permanente e attuale, non basta accoglierla una volta per tutte ma è un impegno quotidiano per il Vangelo da parte dell’uomo che si lascia convertire e penetrare dalla Parola che guarisce e salva. La fede che accogliamo diventa fedeltà: tutta la vita del cristiano diventa accoglienza della volontà misteriosa, sovrana e misericordiosa di Dio. Non basta un “Fiat” ma si rinnova in tutti gli avvenimenti, gli incontri, le gioie e i dolori, lo sviluppo delle responsabilità personali e anche alla morte. La fede cresce attraverso questo esercizio nelle varie vicende della vita.

Finche siamo in terra non si sorpassa mai il limite della fede ma Dio concede sempre una luce più alta. La fede ha uno sviluppo infinito. Quando Dio vuole chiama l’anima a superare le sue abitudini mentali e affettive a cui è legata e la conduce alle sicurezze che derivano dall’esperienza della comunione con Lui. Questa contemplazione dell’Amore in cui il cristiano credente sperimenta di essere amato da Dio in maniera sensibile si chiama “mistica”. E’ il vertice della gioia che Dio riserva alla persona che ha accettato di vivere una fede radicale e che Giovanni della Croce chiama “la fede perfettamente illuminata” che si accompagna all’esperienza dell’Amore che riempie la persona di una gioia che corrisponde all’apertura totale a Dio: è la santità.

Con questa visione dei doni che Dio ci riserva cominciamo l’ Avvento che è “Attesa”, disponibilità a ricevere, quindi proprio il tempo della fede con la certezza che Dio verrà sempre più in noi nella misura dello spazio che gli lasciamo nella nostra vita.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.giuseppemani.it

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I DOMENICA DI AVVENTO – ANNO C

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Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,25-28.34-36
 
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 02 – 08 Dicembre 2018
  • Tempo di Avvento I,
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo C
  • Anno: III
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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