Commento al Vangelo di domenica 19 Aprile 2020 – Mons. Antonio Interguglielmi

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Questa seconda domenica di Pasqua, che San Giovanni Paolo II intitolò alla Divina Misericordia, ci viene incontro con lo stesso annuncio che Gesù rivolge agli apostoli quando appare loro, chiusi in casa per timore dei Giudei, come ci narra il Vangelo di oggi di San Giovanni.
“Pace a voi”, annuncia Gesù e mostra loro i segni della passione, perché possano credere che è davvero Lui: poi li invia ad annunciare questa Pace, che nasce dalla Sua Resurrezione. Non li manda da soli, ma dona loro lo Spirito Santo, perché questo annuncio abbia la stessa forza di Cristo.

La Chiesa ripete sempre, ancora oggi come duemila anni fa, questo annuncio di Cristo. Chi lo accoglie riceve una natura rinnovata, non più schiava della paura e del domani: riceve questa Pace, che niente e nessuno potrà mai togliere, perché entra nel profondo del cuore. E’ l’esperienza della Misericordia del Signore, che ha inviato suo Figlio tra di noi “Non per giudicare, ma perché il mondo si salvi per mezzo di Lui” (Giovanni 3,17).

E anche coloro che dubitano, come Tommaso, possono fare questa esperienza, talvolta ancora più profonda. Perché Gesù non si scandalizza né dell’incredulità di Tommaso, né della nostra. Forse lo avranno fatto gli apostoli, come tante volte noi ci scandalizziamo anche della nostra incredulità.

Ma Gesù è Misericordia. Da lui possiamo imparare. Lui conosce la debolezza e dopo otto giorni appare di nuovo agli apostoli riuniti, perché Tommaso possa fare questa esperienza d’Amore.
Gesù non pretende, né giudica, ma mostra i segni dell’amore vero, quelli della Sua passione, che vincono la nostra incredulità.

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