Commento al Vangelo di domenica 17 Giugno 2018 – mons. Giuseppe Mani

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Dinanzi al comportamento di tanti cristiani in aperto contrasto con la loro fede, alle scelte politiche delle nazioni evangelizzate da secoli, viene da chiederci: ma il Vangelo era soltanto di facciata? Evocando anche la storia contemporanea si pone una questione che riguarda tutta la comunità cristiana: il Vangelo ha cambiato il corso della storia? La Buona Novella affidata alla chiesa ha reso l’umanità migliore?

Vorrei dire “Si” con entusiasmo ma la risposta non può essere che riservata e modesta: Il Vangelo è una forza che cambia le relazioni, trasforma i cuori e santifica la vita….Ma lo fa con una tale discrezione che talvolta viene il dubbio e la disperazione. Questa reazione esiste fin dall’inizio. Ne è la prova di ciò che Gesù ha detto ai suoi discepoli del seme gettato per terra e del granello di senape. Le due parabole rispondono al dubbio dinanzi all’inevidenza della venuta del Regno di Dio. Il grano gettato per terra sparisce nel nero dove non si vede più niente. Il contadino potrebbe diventare frenetico per vedere che cosa accade nel segreto. No.

La parabola aggiunge: sia che dorma o che vegli, di giorno o di notte il grano opera la sua metamorfosi per la messe. Anche la seconda parabola ha una parola d’incoraggiamento. Il grano di senape, così piccolo e così fragile che il vento trasporta e disperde lontano. La pianta che ne nasce è la più grande di tutti gli arbusti tanto da ospitare gli uccelli per dormire. Questa parabola ci parla della potenza del Vangelo nel mondo dinanzi alle grandi forze della volenza. Conosciamo la fragilità delle famiglie e la debolezza del nostro cuore. Queste parabole sono la Buona Novella di oggi. Qual è il senso di questo incoraggiamento?

Lasciare le cose come vanno o liberare il nostro cuore dalla paura che ci impedisce di agire? Se noi facciamo poco e male è perché abbiamo paura degli ostacoli e dell’incognito. Se siamo superficiali è perché non abbiamo fiducia. Gesù non ci chiede di ignorare la realtà: ci chiede di vedere che la situazione non si riduca all’apparenza. Una forza agisce. Impariamo dal grano gettato in terra, il suo seppellimento e la sua perdita nel buio della terra sono un passaggio verso la fruttificazione. Impariamo dal grano di senape, nel più piccolo seme c’è un dinamismo che gli permette di ospitare gli uccelli del cielo.

Impariamo soprattutto da Gesù che fu il grano gettato per terra, passando attraverso la morte e che in Lui solo, abbandonato da tutti, si trova la sorgente e il dinamismo che apre al Regno di Dio. In ogni essere umano c’è u dinamismo che non chiede che di fruttificare e questo dinamismo non è nient’altro che lo Spirito Santo dato dal Risorto. E’ in noi in maniera che ciascuno è liberato dai legami tenebrosi che lo costringono e dalle tutte le paure.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.giuseppemani.it

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XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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Mc 4, 26-34
Dal Vangelo secondo Marco

26Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
30Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? 31È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
33Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. 34Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 17 – 23 Giugno 2018
  • Tempo Ordinario XI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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