Commento al Vangelo di domenica 14 Ottobre 2018 – mons. Giuseppe Mani

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Ascoltando il Vangelo di oggi si ha l’impressione della possibilità di un cristianesimo che cammina a due velocità. L’uomo che si rivolge a Cristo adempie in pieno il contratto con la legge: osserva i comandamenti e ci richiama i buoni cristiani “che non fanno del male a nessuno”. Il cristianesimo di tutti.

Ma c’è un altro livello “Va vendi tutto quello che hai dallo ai poveri e seguimi”. Solitamente ci si serve di queste due situazioni per distinguere tra i comandamenti e i consigli evangelici (la povertà), caratteristica della vita religiosa. Se attentamente seguiamo le parole del testo evangelico vediamo che la cosa non è così semplice. “una cosa ti manca”, “se ne andò triste”, “quanto è difficile per un ricco entrare nel regno dei cieli”, “chi può essere salvato?”. Se la questione è di essere salvato o no, di essere triste o felice, non si può considerare il “consiglio “ di Cristo come facoltativo. Non c’è la via dei comandamenti e la via dei consigli: no.

C’è che una sola via. Cerchiamo di capire questo Vangelo. Che cosa cerca quest’uomo che si rivolge a Gesù e che era fedele a tutti i comandamenti? Viene a chiedere cosa bisogna fere per avere la vita eterna; crede che questo è il suo desiderio e che è capace di fare qualsiasi cosa per realizzarlo. Gesù gli rivela che non è realmente quello che cerca e che non è disponibile a pagare il prezzo. La seconda lettura ci dice che la parola penetra nel più profondo dell’anima e che giudica le intenzioni e i pensieri del cuore. Il dramma per quest’uomo è che scopre che Gesù non era quello che credeva. “Gesù lo amò”.

E’ l’amore che gli porta il Cristo, questo amore espresso da Gesù che lo invita a seguirlo personalmente. Dinanzi a questo amore l’uomo dichiara forfait. E si allontana dal regno. Per essere discepoli del Cristo non basta essere impeccabili. Si può seguire Cristo e non essere perfetti. E’ indispensabile acquisire un’altra ottica (1 Lett.) mettere il Cristo al di sopra di tutto, niente preferire a Lui, seguirlo, sono le parole che significano: amare. Vivendo in una civilizzazione i cui tutto si gioca sulla ricerca dell’avere, dove la ricchezza è il valore assoluto, abbiamo bisogno di riflettere su questo.

Giudicati dalla parola che è il Cristo dobbiamo mettere sotto giudizio questo mondo (non le persone) ma le sue ideologie. La ricchezza è più che la ricchezza: la prima lettura parla anche di salute, di bellezza di luce. Si potrebbe aggiungere: il prestigio, il potere…. Ma dove ci porta il nostro desiderio? La conclusione del nostro Vangelo raggiunge la conclusione della prima lettura: colui che sceglie la sapienza, colui che mette il regno al di sopra di tutto riceve “una ricchezza incalcolabile”, “il centuplo”. La scelta del regno allora è un calcolo? No. Come potremo ricevere cento mamme?

La ricchezza che noi riceviamo è l’universo intero con tutti gli esseri con cui siamo in relazione di libertà che ricopia e porta a compimento tutte le forme di amore che possiamo sperimentare e che non possono che illuminare il multiforme amore di Dio.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.giuseppemani.it

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XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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Vendi quello che hai e seguimi.

Mc 10, 17-30
Dal Vangelo secondo Marco

17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
28Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 14 – 20 Ottobre 2018
  • Tempo Ordinario XXVIII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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