Commento al Vangelo di domenica 14 gennaio 2018 – mons. Giuseppe Mani

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“Ecco l’Agnello di Dio” Così Giovanni indica ai suoi discepoli Gesù come il Messia. Questa designazione è prolungata dall’appello di Gesù “ Venite e vedrete”. La risposta alla chiamata di Gesù si traduce per Andrea nella chiamata che lancia a Simone suo fratello :”Abbiamo trovato il Messia”. Simone , a sua violta , si sente chiamato da Gesù “Tu sei Simone, figlio di Giovanni, ti chiamerai pietra”.

Il vangelo continua con la chiamata di Filippo e Natanaele. La chiamata è contagiosa, non può essere tenuta nascosta nel segreto. Anche nell’Antico Testamento si trova questa caratteristica nella chiamata del Signore. E’ una chiamata che passa attraverso la Croce- “Ecco l’Agnello di Dio” mette il ministero di Gesù nella prospettiva della Croce. Il sacrificio di Gesù, della sua vita, del suo corpo per la salvezza del mondo è presente fin dall’inaugurazione del suo ministero pubblico. “Ecco l’Agnello di Dio”. Questa frase la pronuncia il sacerdote quando alla Messa presenta il pane e il vino divenuti il Corpo e il Sangue di Cristo suscita una magnifica professione di fede dei fedeli “Signore io non son degno ma dì soltanto una parola e io sarò guarito”. Riconosciamo la presenza del Corpo e sangue di Cristo, la nostra indegnità e anche l’efficacia della salvezza ricevuta da Cristo: la nostra guarigione passa attraverso il Corpo e Sangue di Cristo. Anche questo richiamo è contagioso.

Tutti, come i primi discepoli corrono ad annunciare al prossimo la venuta del Messia: Gesù è vivo. Divenire Corpo di Cristo. L’esperienza dell’incontro personale di Cristo nell’Eucarestia trasforma la nostra esistenza. Sant’Agostino scriveva: “Divieni ciò che tu contempli; contempla ciò che tu ricevi; ricevi ciò che tu sei: il Corpo di Cristo. In questo modo si compie il progetto che Dio ha su di ogni uomo creandolo a Sua Immagine. : nutrendoti di Cristo diventi l’immagine di Dio. Lasciandoci trasformare da Dio, il Signore potrà allora trasformare il mondo. Per la nostra presenza e la nostra azione il Cristo si rende presente al mondo. Per il nostro corpo Cristo è presente al mondo. La Chiesa Corpo di Cristo.

“Ecco l’Agnello di Dio” dovrebbe essere il grido che ogni uomo che incontra la Chiesa dovrebbe lanciare. Comunicando al Corpo di Cristo siamo divenuti noi stessi Corpo di Cristo. La Chiesa è quel corpo che Gesù affidò a Pietro al suo primo incontro. Il corpo di questa Chiesa è vivo ed è costituito da cellule vive, unite tra di loro perchè si chiamano vicendevolmente aggregando così nuove cellule. Questo corpo che è la Chiesa cresce per la chiamata che ciascuno rivolge: “Ecco l’Agnello di Dio” Il Corpo. La fede cristiana è segnata dal corpo, Dio si è fatto carne, ha preso un corpo: Gesù offre il suo corpo per la salvezza del mondo; questo sacrificio si rinnova tutte le volte che si celebra l’Eucarestia in cui riceviamo il Corpo di Cristo.

San Paolo ci dice chiaramente “Il vostro corpo è tempio della Spirito Santo”. La spiritualità cristiana è incarnata, non è un esoterismo fumoso. La mistica Cristiana è oggettiva, si fonda sull’Eucarestia e i sacramenti. Questi sacramenti agiscono sul corpo santificandolo. La fede cristiana riafferma la dignità del corpo come luogo dell’incontro con Dio. Ecco perché San Paolo ci dice: “Ringraziate Dio nel vostro corpo”. Non è soltanto con l’anima che si chiama alla fede ma anche col corpo, con tutta la persona.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.giuseppemani.it

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della II Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Gv 1, 35-42
Dal Vangelo secondo Giovanni

35Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». 39Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. 40Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – 42e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 14 – 20 Gennaio 2018
  • Tempo Ordinario II
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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