Commento al Vangelo di domenica 13 novembre 2016 – mons. Giuseppe Mani

124

Gesù ci offre due profezie, cioè il senso profondo degli avvenimenti che vivranno gli uomini fino alla fine. Questo si chiama “Apocalisse” cioè: rivelazione. Gesù fa la descrizione degli avvenimenti che si effettuano tutti i giorni. Fa anche una predizione che non è tra le più rosee: le divisioni tra gli uomini e i conflitti dell’uomo con la natura continueranno (terremoto, epidemie, fame….) anzi, si aggraveranno. La profezia di Gesù è nella tradizione delle Apocalisse bibliche che potremmo tradurre così: gli uomini vogliono costruire il loro mondo ignorando Dio quindi sulla mutua violenza e imponendo i loro rapporti con l’universo intero. E’ tutta la natura che ne è coinvolta.

[ads2]Al progetto della creazione di Dio corrisponde il progetto della distruzione. Al capitolo di Luca che ascoltiamo oggi ( 21) siamo alla vigilia della Passione e morte per mano degli uomini. La meraviglia sarà che attraverso di essa arriverà la salvezza, il testo infatti conclude “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Lc 21,28).

La violenza e la dolcezza. L’errore sarebbe di credere che è Dio che distrugge il mondo che ha creato. Dio è il creatore della vita, mai distruttore. Dobbiamo resistere a delle fantasmagorie dell’immaginario che ci farebbero credere ad avvenimenti miracolosi. No. Il mondo si autodistrugge perché il peccato va per natura sua contro l’atto creatore. Il mondo è negato nello stesso momento in cui neghiamo Dio.. Per questo motivo le “apocalissi” rievocano il ritorno al caos originale “le potenze dei cieli saranno sconvolte”. Dinanzi alla violenza del mondo ecco le immagini della dolcezza di Dio “io vi ispirerò un linguaggio e una sapienza”, anche la violenza sarà disarmata” “nemmeno un capello del vostro capo perirà”, “salverete le vostre anime”. Malgrado l’apparenza questi testi invitano alla speranza in mezzo alle catastrofi che dobbiamo attraversare. Dio ci dice che non ignora il male che fa l’uomo, ma che lo prende in carico e lo fa concorrere al suo disegno.

Che fare? In questi testi tutto ha un’aria passiva. Dio lascia che il male si scateni sul mondo; i discepoli di Cristo, malmenati dagli uomini sono talmente assistiti da Dio da non dover neppure preparare una difesa. Questa passività però non è che apparente. Dio, avendoci affidato la creazione e creando attraverso di noi non imbroglia la nostra libertà, ma non ci lascia mai arrivare al punto in cui assassiniamo completamente questa nostra libertà. Potremmo dire che utilizza il nostro male e la nostra morte per fare la nostra vita.

Quanto a noi abbiamo la nostra parte da giocare: non seguendo chi o qualcosa ” molti verranno sotto il mio nome, non seguiteli” ma avere la sicurezza che viene dal confidare nell’amore di Dio per noi.

“Vegliate e pregate”, il effetti attraverso la contemplazione costante del disegno di Dio possiamo resistere al decadimento del mondo. Anche noi dobbiamo essere profeti, cioè guardare più lontano degli avvenimenti immediati. Nell’immediato c’è il deserto, ma all’orizzonte c’è la terra promessa, i cieli nuovi e la terra nuova. La seconda lettura ci dice cosa dobbiamo fare nell’attesa del ritorno di Cristo.

Commento a cura di mons. Giuseppe Mani dal sito www.lamiavocazione.it

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO

Vangelo della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – C

Lc 21, 5-19
Dal Vangelo secondo Luca

[ads2]5Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, disse: 6«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 7Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». 8Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro!

9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 10Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. 12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome.

13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

  • 13 – 19 Novembre 2016
  • Tempo Ordinario XXXII, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO