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Commento al Vangelo di domenica 13 Gennaio 2019 – Congregazione per il Clero

Battesimo di Gesù – Anno C

“Tu sei il Figlio mio, l’Amato!”: queste parole che, al termine del battesimo di Gesù, scendono dal cielo, dalla bocca del Padre, mettono il sigillo definitivo, divino, pubblicamente manifestato, al ben lungo percorso della presentazione di Gesù stesso al mondo.

A Betlemme, Maria e Giuseppe, i pastori e i Magi; a Gerusalemme, Simeone e Anna, e i maestri del Tempio; i compaesani di Nazareth e infine ora, al Giordano, Giovanni il Battista, sono i testimoni oculari di questa misteriosa presenza, che gradualmente si rivela. A ogni tappa di questa rivelazione, nuovi volti e nuove risposte accolgono il Figlio, l’Amato: l’affetto generoso e credente di Maria e di Giuseppe; la fede ingenua, appassionata dei pastori; quella piena di umanità e di religiosità dei Magi; le braccia di Simeone e la sorpresa dei dottori della Legge; i nazareni con la loro ignoranza, e, ultimo, il volto austero di colui che annuncia e battezza, Giovanni. Ma anche, nell’ombra, tragicamente, il ghigno di Erode.

Cerchiamo di cogliere il nesso che lega tutti questi eventi, che si concludono nelle acque del Giordano. Nella vita di Gesù, essi, pur nella loro non breve durata, sono soltanto un primo tempo, che prelude ai densi anni del suo ministero pubblico, cuore della sua vita.

Gesù si presenta a Giovanni, ultimo anello della catena dei profeti che lo hanno annunciato, da adulto: appare come un galileo, e chi, a Nazareth, lo conosce da vicino, sa anche che lavora con Giuseppe, l’artigiano. Giovanni, dal canto suo, uomo pieno di spirito, è diventato la meta di vere e proprie folle, disposte ad ascoltare il suo vigoroso invito alla conversione, sottolineato dal rito dell’immersione nell’acqua del fiume. Gesù non si auto-presenta e non si fa largo fra la gente: è Giovanni che lo riconosce, certo non solo come parente, ma più profondamente come “colui che deve venire”, e lo chiama “l’Agnello di Dio”. E’ il primo annuncio, benché in parte ancora velato, della presenza visibile del Messia.

Lo stile di Gesù è subito messo in chiaro: prende posto fra la gente, aspetta il suo turno e, nonostante le resistenze di Giovanni, si fa anche lui immergere nell’acqua, come tutti, gesto considerato una purificazione dei propri peccati. Un muoversi naturale, se possiamo dire, ma interiormente fedele alla sua missione. Improvvisa, una voce non terrena, tutta paterna, la parola del Padre, viene a trasformare quel rito penitenziale in uno squarcio luminoso, una rivelazione decisiva: questo Gesù di Nazareth, nato a Betlemme, è il Figlio del Padre, il Figlio amato, il Figlio “che è tutta la mia gioia”. Giovanni, e la folla presente sulla riva del Giordano, ne danno testimonianza.

La liturgia considera questa festa del Battesimo di Gesù come la conclusione del tempo di Natale, che intende interpretare, non soltanto come una serie cronologica di avvenimenti, ma soprattutto come progressiva manifestazione della realtà profonda di Gesù nell’ambito dell’Israele del suo tempo – ancorché in forme apparentemente modeste, non spettacolari. Da Betlemme al Giordano, potremmo sintetizzare. La misteriosa, eppure chiara e imponente parola divina, segnata luminosamente dal farsi presente dello Spirito di Dio all’uscire di Gesù dall’acqua, indica un primo vertice nel suo percorso.  Nei susseguenti, brevi ma incisivi, anzi decisivi, anni del suo ministero, che i vangeli ci narrano, Gesù darà infiniti segni della sua messianicità, della sua missione di Salvatore.  La tappa, per così dire, del Giordano e del rito battesimale, ci viene ricordata come momento-chiave dell’apparire di Gesù in pubblico, passo che egli compie, fedele alla parola del Padre.

E come tale noi lo celebriamo, a condizione di coglierne attentamente il senso. Chiediamo al Padre di saper entrare nella logica del cammino di Gesù, per tanti anni rimasto riservato, per non dire nascosto, e infine fattosi presente scegliendo un inserimento di fatto paradossale: in fila tra i peccatori, silenzioso, quasi dimesso, ma raggiunto dalla luce dall’alto che, come un fiore prodigioso, lo fa sbocciare sotto gli occhi di tutti e lo rende riconoscibile a chi sa aspettarlo nella fede. E’ in questo modo che si conclude la grande festa del Natale.       

Compagnia di Gesù – Fonte

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO C

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 13 Gennaio 2019 anche qui.

Lc 3, 15-16. 21-22
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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