Commento al Vangelo di domenica 12 Gennaio 2020 – Alberto Maggi

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Padre Alberto Maggi commenta il Vangelo di domenica 12 Gennaio 2020 – Battesimo del Signore.

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APPENA BATTEZZATO, GESÙ VIDE LO SPIRITO DI DIO VENIRE SU DI LUI.

Nel vangelo di Matteo l’attività di Gesù si apre all’insegna del battesimo. Con il battesimo di Gesù, Gesù diventa la manifestazione visibile del Padre. Le ultime parole di Gesù saranno l’invito ai discepoli di andare a battezzare, per diventare essi stessi manifestazione visibile del Padre. Vediamo quello che ci scrive l’evangelista Matteo, al capitolo 3, versetti 13-17.

Allora “Gesù dalla Galilea venne”, e qui l’evangelista adopera lo stesso verbo che ha usato per indicare l’attività di Giovanni Battista all’inizio del capitolo 3. Questo per dire che Gesù porta a compimento e realizza l’attività del Battista. “Venne al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui”: il fatto che Gesù sia andato a farsi battezzare, ha causato sempre tanti problemi, già nella chiesa primitiva. C’è in un vangelo, chiamato il vangelo degli Ebrei, addirittura Gesù stesso che protesta e dice “che peccato ho fatto io per andarmi a fare battezzare?”. Qui la difficoltà invece gli viene proprio da Giovanni il Battista.

“Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?»”. Per comprendere la reazione di Giovanni e tutto il brano, occorre comprendere il significato del battesimo, che per noi ormai ha assunto quello di un rito liturgico, di un sacramento. Il verbo battezzare non significa altro che immergere. Era un rituale ben conosciuto, che indicava la morte a quello che si era. Allora Giovanni Battista aveva invitato la popolazione ad andarsi a far battezzare, in segno di conversione, significava immergersi, lasciando morire l’uomo che era stato, per far emergere una persona completamente nuova. Era un rito che veniva adoperato per esempio per dare la libertà agli schiavi: moriva lo schiavo ed emergeva la persona nuova, libera. Quindi il battesimo dà un segno di morte. Allora qual è il significato del battesimo? Se per il popolo significava morire a un passato ingiusto di peccato che avevano, per Gesù no, per Gesù il battesimo, quest’immersione, significherà l’accettazione nel futuro della morte, alla quale andrà incontro, per essere fedele appunto a questa missione di testimoniare l’amore del Padre. Questo il significato del battesimo di Gesù, tanto è vero che, in altri vangeli, Gesù adopererà proprio l’immagine del battesimo, per indicare la sua morte, dirà: “potete ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Ecco allora l’impedimento da parte di Giovanni Battista. Giovanni Battista che ha predicato un messia vincitore, un messia giudice, un messia che viene a castigare. Non può immaginare, tollerare l’immagine di un messia sconfitto, di un messia che vada incontro alla morte.

“Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia»”. Questo termine giustizia nella Bibbia indica la fedeltà all’alleanza. Nel libro del Deuteronomio si legge quest’espressione “la giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica questi comandi, davanti al Signore nostro Dio, come ci ha comandato”. Quindi la giustizia significa essere fedeli all’alleanza, e pertanto, alla volontà di Dio.

E qui l’evangelista inserisce una frase dal significato ambiguo: “Allora egli lo lasciò”. I traduttori completano questa espressione di Matteo, come questa traduzione della CEI, “Allora egli lo lasciò fare”, come se acconsentisse, ma l’evangelista non dice questo, dice “Allora egli lo lasciò”. Perché? Questa espressione ritornerà poi nel capitolo quarto, quando il diavolo tenterà Gesù. Allora l’evangelista, attraverso questa indicazione, vuol dire che, già dal momento in cui Gesù entra in scena, incominciano le difficoltà e incomincia la tentazione. Qual è la tentazione? Tutti vogliono impedire che Gesù vada incontro alla morte, perché il messia non può morire, il messia non può finire. La prova che Gesù non è stato il messia è appunto che è morto, quindi questa possiamo chiamarla la prima tentazione, una tentazione che, naturalmente, non gli viene dai nemici, ma proprio dalle persone che gli sono più vicine.

“Appena battezzato”, quindi appena Gesù s’immerge nell’acqua, “Gesù”, e qui l’evangelista scrive che “uscì immediatamente”. È importante quest’espressione che adopera l’evangelista: l’acqua è il simbolo di morte, ma la morte non può trattenere colui che è pieno di vita. È tipico degli evangelisti che, ogni qualvolta accennano alla morte di Gesù, immediatamente subito danno un’immagine della sua risurrezione. Quindi appena Gesù s’immerge nell’acqua, immediatamente esce.

“Ed ecco si aprirono per lui i cieli”, i cieli si credevano chiusi perché Dio ero offeso, arrabbiato con il suo popolo. Dal momento che Gesù con il battesimo accetta di manifestarne visibilmente il Suo amore, la misericordia per tutta l’umanità, i cieli, cioè Dio, si aprono: la comunicazione tra Dio e gli uomini, attraverso Gesù, sarà continua.

“Ed egli vide”, è un’esperienza di Gesù, “lo Spirito di Dio”, qui l’evangelista evita di usare l’espressione “Spirito Santo”. L’azione dello Spirito è di santificare, cioè di separare le persone dal peccato, e Gesù, quando appunto le ultime parole che pronunzierà, dirà ai suoi discepoli di andare a battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito, s’intende questo Spirito Santo che santifica le persone. Su Gesù no, su Gesù scende lo Spirito: l’articolo determinativo indica la totalità, lo Spirito è la forza, è l’energia di Dio. In Gesù c’è tutto quello che c’è di Dio, la completezza, la pienezza del Suo amore.

“Discendere come una colomba”, perché l’immagine della colomba? L’evangelista si richiama al libro del Genesi, già Matteo ha presentato Gesù come la nuova creazione, dove lo Spirito aleggia sulle acque, e, nei commenti dei rabbini, questo Spirito che aleggia sulle acque, veniva immaginato come una sorta di colomba. Gesù è il nido dello Spirito di Dio, e il nido dove questa colomba dello Spirito scende e rimane.

“Ed ecco una voce dal cielo”, naturalmente voce dal cielo significa un’esperienza divina, è Dio stesso, il cielo indica Dio, “che diceva”, e qui l’evangelista, probabilmente un abile scriba, fonde insieme ben tre testi dell’antico testamento: fonde il Salmo 2, il libro del Genesi, e il profeta Isaia in tre testi importantissimi, “questo è il figlio mio”, è il salmo, che indica la consacrazione del re come messia, quindi Dio in Gesù vede il figlio, figlio non si intende soltanto colui che ha generato, ma colui che gli assomiglia nel comportamento, quindi l’evangelista sta dicendo: chi vede Gesù vede Dio, vedendo e comprendendo chi è Gesù, si capisce chi è Dio, “l’amato”, e qui il riferimento al libro del Genesi, Isacco era il figlio amato di Abramo, “in lui ho posto il mio compiacimento”, nel messia che è Gesù, che ha deciso di manifestare visibilmente la tenerezza, l’amore del Padre per tutta l’umanità, su lui c’è l’approvazione, la benedizione da parte del Signore.


Letture della Domenica
BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO A – Festa
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 42,1-4.6-7

Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.

Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.

Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.

Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 28 (29)
R. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R.

Seconda Lettura

Vita familiare cristiana secondo il comandamento dell’amore.

Dagli Atti degli Apostoli
At 10,34-38

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 

Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.

Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Parola di Dio

Vangelo

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore