Commento al Vangelo di domenica 11 Ottobre 2020– mons. Giuseppe Mani

177

Beati gli invitati alla cena del Signore

Il Regno dei cieli è simile ad Re che celebrò le nozze di suo Figlio. La notte precedente sentì confusione, gli invitati, che aveva immaginato numerosi declinarono il suo invito e non soltanto ma vennero alle mani con gli inviati e qua e la sorsero anche degli incendi.

Quando la mattina si svegliò il Re stupito dalle immagini di violenza della notte si mise a riflettere e decise di modificare la sua politica d’inviti che era una poitica di appartenenza al suo regno e mise in opera una nuova politica: la affidò a Suo Figlio, d’altra parte le nozze erano le sue. Disse al Figlio: “Và te stesso ad invitare, vai a cercare gli invitati che vorranno partecipare alla festa, al tuo banchetto di nozze”.
Il Figlio scese dal palazzo celeste sulla terra per andare incontro agli uomini, per parlare con loro, annunciare una buona novella, invitarli al pranzo di nozze che non accogliesse altri cominciando col dire ”Venite a me voi tutti affaticati e stanchi che piangete sotto i vostri fardelli, sotto le prove che vi affliggono. Al bisogno prenderò il vostro fardello sulle mie stesse spalle. Posso e voglio liberarvi da tutto ciò che vi pesa. Voglio che abbiate la libertà”.
Dopo aver visto come gli uomini organizzavano le loro cene anche Lui migliorò il suo. Fu invitato a Cana e si accorse che per fare le nozze ci vuole del buon vino perché non mancasse la gioia. Un altro giorno aveva intorno a se un migliaio tra uomini e donne che avevano fame della sua Parola ma che cominciavano anche ad aver fame di nutrimento terrestre e moltiplicò pani e pesci. Volevano farlo Re senza sapere che lo era gia: Figlio del Re del cielo.

Due giorni prima di lasciare la terra convocò i suoi discepoli per un pranzo di addio, un pranzo durante il quale presentò se stesso come nutrimento, come sorgente della vita. Disse una parola misteriosa dicendo che quel pasto che avrebbe attraversato i secoli col nome di Eucarestia avrebbe trovato il suo compimento soltanto quando lui stesso avrebbe bevuto con i suoi amici un vino nuovo nel Regno del Padre suo.

Dopo la Resurrezione, sul lago di Tiberiade si manifestò ancora ai suoi discepoli e li invitò ancora una volta a mangiare: “Venite a mangiare il pane che vi ho preparato”
L’invito alla cena del Signore viene rinnovato ogni giorno, ad ogni Messa “Beati gli invitati alla Mensa del Signore”. Ecco dove ci conduce la parabola del Vangelo. Quello a cui ci invita è davvero un pranzo di nozze perché il Cristo ci invita a riceverlo in noi e a lasciarlo vivere in noi perché siamo liberi e felici.

Fonte


Link al video