Commento al Vangelo di domenica 1 Settembre 2019 – Padre Giulio Michelini

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Rispetto alla pagina del vangelo della domenica precedente, il lezionario ha omesso alcuni versetti, quelli in cui si legge che «si avvicinarono a Gesù alcuni farisei, dicendogli “Parti e vattene di qui, perché Erode vuole ucciderti”» (Lc 13,31), ovvero il fatto che probabilmente i farisei stiano tentando di aiutare Gesù, mettendolo in guardia da un imminente pericolo. Per alcuni interpreti, però, si tratterebbe solo di una mossa politica dei farisei, e non di un atto che esprime la loro cura.

Anche nella pagina di oggi compaiono i farisei, in una situazione che ricorre altre volte nel Terzo vangelo: Gesù si trova a pranzo con loro. Da qui prende l’avvio l’azione, costruita con una tecnica narrativa abilissima, quella del racconto nel racconto. Prima di vederne alcuni elementi, però dobbiamo osservare che anche dalla pagina del lezionario odierno sono stati espunti alcuni versetti (i vv. 2-6), riguardanti una disputa sul sabato – che viene letta in altre domeniche dell’anno liturgico.

Il racconto nel racconto è un classico espediente letterario. L’esempio moderno più noto è forse quello della tragedia Amleto, di William Shakespeare, nella quale per smascherare lo zio omicida, Amleto fa rappresentare alla corte di Danimarca, da una compagnia teatrale di passaggio, l’uccisione del re, proprio padre.

Luca costruisce in modo abile la pericope. Anzitutto vi è una introduzione (v. 1), nella quale è spiegata la situazione, e dove si descrive l’atteggiamento dei farisei che osservano Gesù. Segue la disputa sul sabato che, si è detto, è omessa dal lezionario di oggi (vv. 2-6). Vi è poi la parabola sugli invitati o i primi o ultimi posti (7-13), e infine un insegnamento all’ospite, su chi invitare a pranzo o a cena.

Il setting della pagina è dunque duplice: è un sabato, così come vi sono diversi altri sabati nel racconto dei sinottici, durante i quali spesso avvengono incidenti o discussioni. Si noti che – come anche John Paul Meier ha ben sottolineato nel suo quarto volume di Un ebreo marginale, tutto dedicato al rapporto tra Gesù e la Legge – mai il Signore ha violato il Sabato. In discussione, pertanto, da parte di (alcuni?; una frangia di?) farisei vi è il modo in cui Gesù crede di poterlo osservare. Così, come in altre situazioni, in gioco non è la Torah stessa, ma l’applicazione pratica di alcuni suoi precetti. Ma qui non si tratta solo di un sabato, perché, come si è visto, il setting del vangelo di oggi è anche quello di un banchetto.

Il banchetto è molto presente nei vangeli, e, come si è visto, sono caratteristici del Terzo vangelo quelli preparati per Gesù dai farisei. Ricordiamo, per rimanere a Luca, il banchetto in cui Levi prepara un pasto a Cafarnao per Gesù e gli altri esattori delle tasse (cap. 5); al capitolo 7 vi è poi il primo banchetto organizzato dai farisei per Gesù. Segue quello che possiamo definire il “banchetto messianico” o della “moltiplicazione”, preparato – questa volta da Gesù stesso – coi pani e i pesci, al cap. 9. Un’altra scena importante che coinvolge la tavola è quella del capitolo decimo, dove Gesù si trova con le due sorelle Marta e Maria, e discute con la prima della sua distratta diaconia. Vi è poi un secondo banchetto organizzato dai farisei, al cap. 11, e poi l’ultimo, dove sono sempre i farisei a invitare Gesù, quello del lezionario di oggi, al cap. 14. Il vangelo di Luca termina, poi, con la grande scena di Gesù che, tavola, spezza il pane (un banchetto?) per i due di Emmaus, al cap. 24.

Quante cose accadono a tavola, e soprattutto alla tavola con Gesù: sembra di essere di fronte a un simposio greco, quando – ci dicono i testi e gli inni simposiali – non ci si accontentava di consumare un pasto, ma, dopo aver mangiato, si puliva la tavola, si portava del vino buono, e si iniziava a discutere di vari argomenti e si proclamavano versi o si facevano giochi. Lo stesso avviene (questa volta con la partecipazione anche delle donne, non presenti nel modello greco) nel convivium romano, che prevedeva anch’esso un banchetto, e discussioni a tavola.

Particolarmente noto è il banchetto di cui si parla, per quanto riguarda i testi neotestamentari, nella Prima lettera di Paolo ai Corinzi, nel quale, al capitolo undicesimo, non solo abbiamo la più antica attestazione di una celebrazione della cena del Signore, ma essa sembra inserita nel modello di un simposio di stile ellenistico. Segnalo, a tal riguardo, uno dei commenti più utili su questa pagina, il volume di Romano Penna, La cena del Signore. Dimensione storica e ideale (San Paolo, 2015).

Se torniamo al nostro testo, ecco che vi entriamo nel nucleo, e notiamo che mentre sono i farisei ad osservare Gesù, è lo stesso Signore che, in quell’occasione, ha la possibilità di fornire insegnamenti e compiere gesti. Gesù racconta la parabola degli invitati a tavola perché vede come gli invitati – in quella situazione – prendono i primi posti. Può sembrare un’osservazione banale, ma sembra di capire che il vangelo abbia a che fare proprio con la vita normale, con le situazioni feriali di tutti i giorni, con le piccole cose, come il sedersi a tavola…

Naturalmente, Gesù non si limita a tale osservazione, ma si preoccupa poi di aiutare il suo ospite a prendersi cura non solo dei suo pari, ma anche dei poveri, per poter poi essere ricompensato da loro nei cieli. Il fatto che in questa domenica, dedicata alla Custodia del creato, ricorra questa pagina, ci interpella. Come insegna la dottrina sociale della Chiesa e si legge anche nella Laudato si’ di papa Francesco, non è giusto che solo alcuni possano avere l’intera parte di un banchetto, mentre i poveri non riescono a sedersi alla tavola dell’abbondanza che Dio ha preparato per tutti, solo perché ne vengono esclusi.

Fonte

Letture della
XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.

Dal libro del Siràcide
Sir 3,19-21.30.31 (NV) [gr. 3,17-20.28-29]

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
 
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
 
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 67 (68)

R. Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.

I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome. R.
 
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. R.
 
Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio. R.

Seconda Lettura

Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente.

Dalla lettera agli Ebrei
Eb 12,18-19.22-24a

 
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
 
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

Parola di Dio

Vangelo

Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14, 1.7-14

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore