Commento al Vangelo del 9 Dicembre 2018 – Monastero Matris Domini

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Luca dedica i primi due capitoli del suo Vangelo agli antefatti della sua narrazione. In forma di dittico presenta gli inizi di Giovanni Battista e di Gesù: l’annuncio a Zaccaria e a Maria, le circostanze miracolose di entrambe le nascite, le nascite stesse, i primi anni di vita di questi due uomini. Nel capitolo terzo si entra  nel vivo del discorso: la parola di Dio scende su Giovanni Battista ed egli comincia a svolgere la missione per cui è stato concepito ed è nato: preparare la via all’arrivo della Parola. Luca è uno scrittore scrupoloso. All’inizio del suo Vangelo ha dichiarato di aver fatto ricerche accurate sugli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi e ne ha scritto un resoconto ordinato (cf. Lc 1,1-3). E così nel suo capitolo terzo ci tiene a indicare in modo preciso le coordinate spazio-temporali entro le quali si svolge la sua narrazione. Non ancora contento ci dona un inquadramento della predicazione di Giovanni all’interno della storia della salvezza. Il Battista è come l’araldo che in Is. 40,3-5 annunciava a Israele che il Signore avrebbe riportato in patria deportati di Babilonia. C’è dunque qualcosa che sta per accadere, qualcosa che si aspettava da tempo!

Lectio

1 Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisània tetrarca dell’Abilene,

Con uno stile solenne Luca introduce la sua storia e ci dà le coordinate storiche, politiche e geografiche del paese in cui sono avvenuti i fatti che racconta. Egli imita i grandi storici greci e romani, ma anche i profeti di Israele (cf. Os 1,1; Ger 1,1-3; Is 1,1). Indicando il tempo e il luogo dove è avvenuta la rivelazione della parola di Dio gli autori sacri ci ricordano che il Signore entra all’interno della storia, la sua Parola è viva ed efficace nelle vicende degli uomini a partire da un tempo preciso.

Luca esagera nei suoi particolari. Sarebbe bastata la menzione dell’anno di regno dell’imperatore romano. L’evangelista però ci vuole dare anche il quadro politico della Palestina del tempo di Gesù. Il governatore era Ponzio Pilato, però alcune zone erano affidate al governo di qualche signorotto locale, in particolare alla famiglia di Erode il Grande. Riguardo a Lisania non si conosce molto. L’Abilene era una zona posta a nord- ovest di Damasco e ai tempi faceva parte della Palestina.

2 sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa,

Oltre alle informazioni di tipo politico, Luca ci ricorda anche la situazione religiosa della Palestina. Il sommo sacerdote era un’autorità molto più che religiosa, lo si vede nel processo e nella condanna a morte di Gesù. Nel periodo qui considerato il sommo sacerdote era Caifa, ma il suo predecessore, Anna, che era anche suo suocero, continuava a far sentire la sua influenza. Quindi Luca li nomina entrambe.

la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

Cosa accadde dunque, il quindicesimo anno dell’impero di Tiberio Cesare? La parola di Dio discese su Giovanni. Il Signore interviene nella storia, negli eventi, in modo diretto, cominciando da un uomo, il figlio di Zaccaria. Questa discesa della parola su Giovanni avviene nel deserto. Luca al v. 1,80 aveva precisato che il precursore era vissuto in zone desertiche fino all’inizio della sua vita pubblica. Quindi è ovvio che la parola

di Dio lo abbia raggiunto nel deserto. Il deserto però per il popolo di Israele aveva una valenza ben più profonda, era il luogo dell’intimità di Dio (cf. Os 2,16), il luogo in cui Egli aveva dato la sua legge attraverso Mosè. Quindi nel deserto della Giudea vi è un nuovo inizio.

3 Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,

Giovanni si mette a operare nella regione del Giordano in lungo e in largo. Luca dà molto risalto anche alla predicazione di Giovanni Battista. Il suo battesimo è una preparazione per accogliere la salvezza che sta alle porte, nella persona di Gesù. Il perdono dei peccati serve all’accoglienza nella fede (cf. Atti 19,4).

4 com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: preparate la vita del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! 5Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.

Questa profezia di Isaia si trova riportata allo stesso modo anche negli altri due sinottici. Ciò significa che ai loro tempi era già stata attribuita alla venuta di Cristo. Questo brano, Isaia 40,3, fa parte del Secondo Isaia e predice il ritorno degli esiliati da Babilonia. Il profeta diventa come un araldo che esorta il popolo rimasto in patria a preparare la strada perché il Signore e i deportati rientrino trionfalmente, come in processione. Una processione trionfale non può snodarsi attraverso vie tortuose, valli e monti! Nell’interpretazione cristiana la voce che grida nel deserto sarà quella di Giovanni il Battista.

6 Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Solo Luca prolunga la citazione di Isaia con queste parole. Letteralmente significa “ogni carne vedrà la salvezza di Dio”. La carne richiama la condizione di fragilità della persona, fragile, ma chiamata a salvezza. Vedere nella mentalità ebraica significa partecipare in prima persona a un evento. Quindi non siamo chiamati ad assistere più o meno distaccati a una manifestazione. Siamo direttamente coinvolti in questo evento. Siamo perché ogni carne, qui la prospettiva è universalistica. Luca ci tiene ad estendere gli effetti della salvezza a ogni persona e a ogni tempo.

Meditatio

  • Ti ricordi il momento preciso della tua vita in cui la Parola è scesa su di te? Che anno era, cosa succedeva in Italia, cosa facevi tu a quel tempo?
  • Quali sono oggi nella tua vita le vie tortuose che devi raddrizzare, le valli che vanno colmate, i colli che vanno abbassati?
  • Come si è manifestata in me la salvezza di Dio?

Preghiamo

(Orazione colletta della 2a domenica di Avvento )

O Dio grande nell’amore, che chiami gli umili alla luce gloriosa del tuo regno, raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture della superbia, e preparaci a celebrare con fede ardente la venuta del nostro salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio. Egli è Dio…

A cura delle Monache dell’Ordine dei Predicatori (domenicane) del Monastero Matris Domini

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 11 Novembre 2018 anche qui.

Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.

Mc 12, 38-44

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
 
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
 
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11 – 17 Novembre 2018
  • Tempo Ordinario XXXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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